
Lettera di un ragazzo dal campo di concentramento di Pustkow
Alle volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia…..

Alle volte ci gettano qualche carota cruda, una barbabietola, ed è una vergogna: ci si batte per averne un pezzetto e persino qualche foglia…..

Iniziò con i politici che dividevano le persone tra “noi” e “loro”.
Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione….

Insieme, dopo l’armistizio, aderirono alla Resistenza, entrando nella «7ª brigata GAP “Gianni Garibaldi”». Erano staffette addette al servizio informazioni e di collegamento. Il suo nome di battaglia era «Vilma»…

Fu proprio «Olga» a tenere i contatti con i detenuti per definire con quale modalità si potesse intervenire. La sua attività divenne oggetto di interesse da parte dei soldati repubblichini…

Nella notte fra il 31 marzo e il 1° aprile venne prelevata dal carcere insieme a Egon Brass, Attilio Diolaiti, Enrico Foscardi, Ferdinando Grilli e Ettore Zaniboni…

Un giorno, mentre si trovava a Bedero, un piccolo centro nella zona del varesotto, venne arrestata e incarcerata, prima a Varese e poi a Milano. Rimase nelle mani dei fascisti per due mesi, durante i quali venne torturata e maltrattata…

Maria Penna era nata a Benevento nel 1905. Si era sposata con Rocco Caraviello, un giovane antifascista segretario della «Federazione Giovanile Comunista» in Campagna.La vita

Colpita alla schiena da un proiettile, provata nel corpo e nello spirito, riuscì ad uscire a stento dall’acqua, e trascinarsi verso una casa dove trovò aiuto…

In poche ore furono raggruppate 1.259 persone…Alla fine della guerra tornarono a casa solo 15 uomini e 1 donna…..
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