La straordinaria Porta dei Leoni, sopravvissuta al tempo

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La straordinaria Porta dei Leoni era l’ingresso principale della cittadella dell’età del bronzo di Micene. È l’unico pezzo monumentale sopravvissuto della scultura micenea nonché la più grande scultura sopravvissuta nell’Egeo preistorico. È anche l’unico monumento della Grecia dell’età del bronzo a recare un motivo iconografico sopravvissuto senza essere sepolto nel sottosuolo, e l’unica immagine in rilievo descritta nella letteratura dell’antichità classica, tanto da essere ben nota prima dell’archeologia moderna. Era, infatti, praticamente l’unica parte sempre visibile, che spuntava dal terreno, di tutta la collina dove un tempo sorgeva Micene, e proprio da lì gli archeologi cominciarono a scavare per poi portare alla luce l’intera città.
L’entrata è imponente, larga 3,10 m e alta 2,95 m. L’apertura era chiusa da una doppia porta incastrata ad una trave verticale che fungeva da perno attorno al quale ruotava la porta.
È costituita da due grandi monoliti sormontati da un enorme architrave che misura 4,5×2,0×0,8 m. Sopra l’architrave, un altro enorme monolite di forma triangolare è scolpito in rilievo, in modo magnifico, con la famosa figura simbolica che rappresenta due leonesse alla destra e alla sinistra di un pilastro centrale che ha la forma tipica di una colonna minoica.
Delle due leonesse mancano le teste. Certamente erano state modellate con blocchi separati o con altro materiale, ragion per cui si sono deteriorate in modo differente dal resto del monumento, oppure sono state sottratte o distrutte.
Considerando il poco spazio a disposizione nella parte rimanente di pietra al di sopra del collo dei due animali, è stato anche ragionevolmente supposto che le due teste non fossero realizzate con un rilievo analogo al resto del corpo, ma fossero in realtà in altorilievo, forse addirittura in bronzo, e fuoriuscissero dalla struttura volgendo lo sguardo verso l’esterno, cioè guardando chi si apprestava ad entrare a Micene.

L’idea delle teste in bronzo che escono verso l’esterno mi è sembrata affascinante.
E ancor più ha stuzzicato la mia fantasia vedere poi, al Museo Nazionale archeologico di Atene, un contenitore in lamina d’oro, trovato nella tomba IV cerchio A proprio a Micene, che rappresentava proprio una testa di leonessa. Manufatto di una bellezza folgorante.
Appena l’ho visto, non ho potuto resistere alla tentazione di simulare l’effetto della porta completa secondo questa intrigante ipotesi.
Per questo, nell’ultima foto/montaggio, mi sono voluto togliere lo sfizio di vedere come potevano apparire i due leoni completi di due enormi teste in bronzo sul modello di quello del museo.
Bè, non so a voi, ma a me piace da morire.

BIBLIOGRAFIA

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