Sciare in Svizzera? Grazie a Sherlock Holmes

Tempo di lettura: 2 minuti

Nel 1894 Arthur Conan Doyle stava trascorrendo un periodo a Davos, nei Grigioni, perché sua moglie era affetta da tubercolosi. Durante questo soggiorno, chiese di farsi recapitare dalla Norvegia un paio di sci che iniziò a utilizzare...

Quelli delle settimane bianche e dei week-end sulla neve sono i periodi preferiti dagli appassionati di montagna e di sciate.
Le piste si affollano e il richiamo di un buona cioccolata calda o di un bombardino a bordopista è irresistibile.
Ma quella delle sciate è una moda recente?
Ovviamente no.
Da secoli sciare è un’attività non solo sportiva o di divertimento ma anche necessaria per la vita quotidiana dei Paesi nord europei.
Ma forse in pochi sanno che se andiamo a sciare in Svizzera è grazie al papà di Sherlock Holmes e non solo per l’ambientazione della presunta morte del detective alle cascate di Reichenbach nei pressi di Meiringen.
Nel 1894 Arthur Conan Doyle stava trascorrendo un periodo a Davos, nei Grigioni, perché sua moglie era affetta da tubercolosi.
Durante questo soggiorno, chiese di farsi recapitare dalla Norvegia un paio di sci che iniziò a utilizzare sulla montagna di fronte al proprio hotel, il Jakobshorn.
Con il passare dei giorni, Conan Doyle migliorò la propria tecnica, diventando uno sciatore provetto.
Così decise di lanciarsi in un’avventura; percorrere il tragitto da Davos ad Arosa in sci.
Giunto a destinazione, lasciò detto “Quando siamo arrivati, sentimmo l’orgoglio dei pionieri”.
Tornato in Patria, Conan Doyle scrisse un resoconto dettagliato della propria avventura sullo Standard Magazine, il giornale londinese che pubblicava le avventure di Sherlock Holmes.
Sarà probabilmente questo che ha spinto molti inglesi ad appassionarsi allo sci e in particolar modo alla Svizzera che diventerà meta turistica molto ambita per le vacanze invernali.

BIBLIOGRAFIA

CONDIVIDI

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

COMMENTI

ARTICOLI CORRELATI

Le nostres storie direttamente nella tua mailbox