Pietro Maset, il valoroso partigiano caduto in battaglia sul Monte Cavallo

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In primavera arrivò la notizia che mentre i tedeschi si stavano ritirando dalle posizioni che avevano conquistato, stavano compiendo rastrellamenti proprio in quella zona. «Maso» decise di scendere con i suoi uomini dalla Malga Cjamp...

Pietro Maset era nato a Scomigo, un piccolo borgo in provincia di Treviso, da Domenico Marco e Maria Caterina Carnielli, il 12 marzo 1911.
Nel marzo del 1932 si era arruolato nel secondo Reggimento del Genio Radiotelegrafisti, terminando il servizio di leva nel mese di settembre del 1933 all’11° Reggimento Genio, a cui era stato assegnato dal 28 ottobre 1932. Dopo un periodo in abiti civili, nel 1935 venne richiamato in servizio per essere inviato in Africa orientale. In quell’occasione frequentò un corso ufficiali che gli permise di diventare Sottotenente degli Alpini. Dopo 2 anni e con una Croce al Merito di Guerra, venne congedato.
Rientrato in Italia, decise di completare gli studi diplomandosi alle magistrali, con ottimi voti. Dopo qualche mese di insegnamento in una scuola elementare, fu richiamato nuovamente nell’esercito, per essere inviato in Grecia a combattere. Sul campo gli venne conferita la Medaglia di Bronzo e passò al servizio permanente effettivo.
Nel 1940, ferito da un colpo di arma da fuoco, fu costretto a rientrare in Italia per essere curato prima a Bari e poi a Firenze. Una volta guarito, Pietro ritornò in Grecia dove 5 mesi più tardi arrivò la promozione a Capitano e la notizia di essere destinato in Russia col Battaglione Tolmezzo.
Fu in quel periodo che ricevette la seconda Medaglia di Bronzo, seguita da una d’Argento il 17 gennaio 1943.
Nel mese di marzo, con i superstiti della campagna di Russia, fece rientro in Italia. L’8 settembre cambiò completamente la sua vita: sfuggito alla cattura, si unì ai Partigiani della quinta Brigata «Osoppo Friuli», con il nome di battaglia di «Maso».
Anche in questo frangente dimostrò il suo grande valore, non risparmiandosi mai in nessun combattimento contro le forze nazifasciste in Val Cellina.


Sopraggiunto l’inverno fra il 1944 e il 1945, particolarmente rigido, decise di rimanere in montagna con i suoi compagni. In primavera arrivò la notizia che mentre i tedeschi si stavano ritirando dalle posizioni che avevano conquistato, stavano compiendo rastrellamenti proprio in quella zona. «Maso» decise di scendere con i suoi uomini dalla Malga Cjamp, sulle pendici del Monte Cavallo verso la pianura, per ricongiungersi con la sua amata. Lungo il sentiero, dopo aver respinto una pattuglia di tedeschi, venne colpito alla testa dalla pallottola di un cecchino. Morì valorosamente il 12 aprile 1945, pochi giorni prima della Liberazione. Gli venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione: «Valoroso ufficiale dell’Esercito in s.p.e., animatore e trascinatore, fu tra i primi ad organizzare il movimento partigiano del Friuli. Creò, animò e comandò la V Brigata dell’Osoppo assurgendo a popolarità per le sue gesta eroiche e per la sua perizia di comandante. Dopo un poderoso rastrellamento effettuato dal nemico nel dicembre del 1944 in Val Cellina, non volle abbandonare la montagna allo scopo di ripristinarne con i suoi uomini il completo dominio e vi trascorse l’intero rigido inverno, assoggettandosi con eccezionale tenacia a privazioni e a sofferenze che hanno dell’inverosimile. Attaccato nuovamente da forze soverchianti si batté da eroe infliggendo al nemico gravissime perdite finché colpito mortalmente in fronte, cadde fulminato, tramandando la sua memoria alla leggenda. – Pian Cavallo – Friuli, 12 aprile 1945».
Nel luogo della sua morte oggi è posta una lapide in ricordo del suo valoroso sacrificio.

BIBLIOGRAFIA

  • https://www.anpi.it/biografia/pietro-maset
  • http://www.anaconegliano.it/storia/pietro-maset.htm
  • Vanzetto Livio, Maso l’alpino, Il poligrafico, 1993

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