Franco Cetrelli, il più giovane deportato politico italiano morto a Mauthausen

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La mattina del 19 settembre 1944, mentre Franco e Renato stavano aprendo il negozio, vennero prelevati dai fascisti durante una serie di arresti nominativi di partigiani e collaboratori della Resistenza....

Franco Cetrelli nacque in La Spezia il 24 dicembre 1930, in una famiglia numerosa. Figlio di un tranviere, era penultimo di quattro fratelli.
Giovanissimo aveva cominciato a lavorare come apprendista nel negozio del fotografo Renato Pedrini, a Migliarina, un quartiere alla periferia della città notoriamente antifascista, per cui era più un figlio che un garzone.
La mattina del 19 settembre 1944, mentre Franco e Renato stavano aprendo il negozio, vennero prelevati dai fascisti durante una serie di arresti nominativi di partigiani e collaboratori della Resistenza.
In un primo momento, insieme ad altri prigionieri, furono rinchiusi nella Caserma «XXI Reggimento» fanteria, diventata luogo di torture e prigionia durante il regime. Successivamente Franco venne trasferito al carcere di Marassi, a Genova, in attesa di essere poi essere internato al campo di transito di Bolzano, dove rimase fino alla fine di gennaio del 1945. Da lì partì con destinazione Mauthausen, dove arrivò il 4 febbraio.
Nel lager Franco era diventato il prigioniero n° 126.119.  Sulla sua divisa era cucita una stella rossa, che indicava i prigionieri politici. Le difficoltà della vita nel campo, le privazioni e la fame, minarono il suo spirito e il suo corpo.
Nell’aprile del 1945 iniziarono a Mauthausen una serie di tentativi di rivolta, che furono repressi con grande violenza.
Il 22 aprile 1945, a pochi giorni dall’arrivo delle truppe americane, Franco venne prelevato dalle SS insieme ad altri prigionieri italiani e fucilato nella Appelplatz per rappresaglia.  Non aveva ancora compiuto 15 anni.


BIBLIOGRAFIA

https://www.anpi.it/biografia/franco-cetrelli
https://raumdernamen.mauthausen-memorial.org/index.php?id=16&p=33339&L=3

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