Maria Penna Caraviello, la staffetta torturata e uccisa dalla Banda Carità

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Maria Penna era nata a Benevento nel 1905. Si era sposata con Rocco Caraviello, un giovane antifascista segretario della «Federazione Giovanile Comunista» in Campagna.
La vita per i due sposi non fu semplice. Rocco venne più volte fermato durante il regime, per le sue idee. A causa della sua collaborazione nella redazione di un giornale clandestino, fu arrestato e sottoposto al giudizio dei Tribunale Speciale fascista, che non lo condannò solo perché non furono trovate a suo carico prove sufficienti. Il suo impegno politico gli precluse ogni possibilità lavorativa nella sua terra. Fu così costretto a trasferirsi a Firenze con tutta la famiglia, nel 1936. Ebbero quattro figli. Ancora una volta il loro impegno nell’antifascismo si concretizzò nell’organizzazione clandestina e nelle proteste di piazza. Maria era sempre al suo fianco, mantenendo i collegamenti fra i vari gruppi operanti nella zona.

Era una staffetta coraggiosa. Il 25 luglio 1943, Rocco guidò personalmente un nutrito corteo per le vie di Firenze, per protestare contro il regime. Il clamore suscitato dalla sua sfrontatezza portò lui e la sua famiglia ancora una volta nel mirino dei militi fascisti. Dopo una serie di azioni audaci, venne arrestato il 19 giugno del 1944, sorpreso insieme ad altri Partigiani, fra cui Mary Cox, durante una riunione clandestina. In città operava la spietata e brutale «Banda Carità», nota per i modi efferati con cui conduceva gli interrogatori. Rocco venne picchiato con ferocia e giustiziato per strada, in via Chiasso del Buco, con un colpo alla nuca, mentre Maria e i loro figli erano a casa, ignari di quanto stava accadendo. Non paghi di tanta violenza, andarono all’abitazione dei Caraviello, in piena notte, alla ricerca di materiale di propaganda e di armi. Presero Maria, terrorizzando i bambini, e un cugino di Rocco, Bartolomeo, che si trovava in casa con loro. Li condussero con la forza a «Villa Triste», base operativa della banda. La torturarono senza pietà per due giorni. All’alba del 21 giugno, Maria Penna, Mary Cox e Vincenzo Vannini, un Partigiano arrestato con la Cox, vennero caricati su una macchia e condotte in via Terzollina, località Serpiolle. Il Vannini, nonostante fosse provato dalle percosse subite e ferito a un fianco, riuscì a mettersi in salvo. Infuriati da quella fuga inaspettata, i fascisti scaricarono la loro rabbia sulle due prigioniere, uccidendole e infierendo sui loro corpi.
Nel luogo della loro uccisione sorge ora un monumento, la testa di Pegaso in bronzo, simbolo della libertà, che ricorda il loro sacrificio.

BIBLIOGRAFIA

https://quartieri.comune.fi.it/dalle-redazioni/77deg-anniversario-della-liberazione-commemorazione-di-mary-cox-e-maria-penna
https://www.anpi.it/biografia/maria-penna-caraviellohttps://resistenzatoscana.org/monumenti/firenze/monumento_a_cox_e_caraviello/
https://www.billynuzzolillo.it/lintitolazione-della-rotonda-alla-partigiana-maria-penna-finalmente-colmera-un-vuoto-di-memoria/.

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