La leggenda del Lago delle Streghe dell’Alpe Veglia

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Dell’Alpe Veglia conosciamo i sentieri, per tutti i gusti e per tutte le gambe, dai meno impegnativi ai più coriacei, le bellissime baite, in sasso e legno, gli immensi pascoli, i laghi e i suoi corsi d’acqua. Flora e fauna riservano grandi sorprese, soprattutto nel periodo primaverile. Quello che magari non tutti sanno è che in questo luogo incantato e incantevole, si narrano antiche storie...

L’Alpe Veglia, in Val Cairasca, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è un gioiello incastonato fra le nostre montagne, che apre le sue braccia, di una rara bellezza, proprio ai piedi del Monte Leone (3.552 m.), la vetta più alta delle Alpi Lepontine.
Dell’Alpe Veglia conosciamo i sentieri, per tutti i gusti e per tutte le gambe, dai meno impegnativi ai più coriacei, le bellissime baite, in sasso e legno, gli immensi pascoli, i laghi e i suoi corsi d’acqua. Flora e fauna riservano grandi sorprese, soprattutto nel periodo primaverile. Quello che magari non tutti sanno è che in questo luogo incantato e incantevole, si narrano antiche storie, d’amore, magia e stregoneria. Ed è proprio di una di queste storie che vi vorrei raccontare.
Secondo la leggenda…«Un giorno una bellissima fanciulla, che piangeva disperata perché il suo ragazzo preferiva passare il suo tempo con un’altra ragazza invece che con lei, incontrò una strana vecchia che filava su un masso a lato di un sentiero. La vecchia la guardò negli occhi e la fanciulla, a quello sguardo, si sentì spogliata ed osservata fin nel profondo, così iniziò a raccontare alla vecchia (che era una strega) tutti i suoi problemi e i suoi dispiaceri, implorandola poi di operare una magia e far sparire la sua rivale in amore, così che ella potesse essere l’unica amata dal suo ragazzo. La vecchia non si sorprese a quella richiesta e, dato che la fanciulla non voleva sentir ragioni, accecata dalla disperazione, acconsentì ad operare quella magia, a patto che la fanciulla acconsentisse prima a guardare un uomo bellissimo che secondo la strega avrebbe potuto renderla davvero felice. La fanciulla acconsentì al patto, nonostante continuasse a ripetere che ella non avrebbe mai amato nessun altro che il suo ragazzo, e la strega le diede appuntamento nello stesso posto per un giorno ben preciso.


Quel giorno la fanciulla si diresse nel magico luogo e senza alcun motivo particolare si sentiva felice e spensierata, percepiva la bellezza dei colori, la purezza dell’aria, la luminosità del cielo ed era felice, quasi dimentica di tutti i suoi problemi. Giunta al luogo predefinito si trovò davanti una grotta, sulla soglia della quale la vecchia strega la stava aspettando. Insieme si incamminarono nel sentiero sotterraneo, che si rimpiccioliva sempre di più fino a diventare un piccolo e basso cunicolo che proseguiva per molti metri. Giunsero infine in fondo al cunicolo, che si apriva in una grande stanza sotterranea. Al centro della piccola grotta altre due streghe stavano mescolando degli strani ingredienti in un grande calderone che si scaldava su un bel fuoco e la fanciulla si sedette lì accanto aspettando che tutto fosse pronto. La vecchia strega allora le chiese di guardare dentro a due piccole pozze formate da una purissima sorgente che sgorgava dalla roccia e la fanciulla posò gli occhi nella prima. Nell’acqua le apparve il volto del suo innamorato, bello e giovane, ma piano piano ella vide che il suo aspetto cambiava e diveniva più vecchio, banale, spento e triste, coi capelli bianchi e i denti gialli. Si scostò sconvolta e volle fuggire, ma la vecchia strega le chiese di guardare nell’altra piccola pozza, e lì ella poté vedere un giovane meraviglioso, pieno della bellezza e del vigore caldo degli Dei, con gli occhi pieni d’Amore e la forza di un vero Re. Allora la fanciulla capì il significato di quelle due visioni. Nella prima ella aveva veduto l’amore solamente umano, caduco e momentaneo, che può rendere felici ma non per sempre e continuamente, nella seconda ella aveva potuto vedere l’amore divino, quello che non si spegne mai e che rimane sempre forte, sempre bello, sempre tiepido e incantato. Ora doveva scegliere quale desiderava, e dopo un primo momento di indecisione, data dall’amore che provava per il suo ragazzo, ella capì che ciò che desiderava era l’Amore Eterno. Allora si alzò e iniziò a danzare con le altre streghe. Come d’incanto la grotta sparì e la fonte crebbe tantissimo fino a diventare un allegro torrente che riempì il pianoro e creò quello che fu poi chiamato il Lago delle Streghe».
Potete visitare il lago di cui si parla in questa leggenda, e gli altri che trovate lungo il percorso, imboccando uno dei facili e ben tracciati sentieri che partono dalla piana del Veglia. L’ambiente che troverete vi stupirà per la sua incontaminata bellezza, e vi permetterà di passare qualche ora in armonia con la natura.

BIBLIOGRAFIA

Alberta Dal Bosco e Carla Brughi, Entità Fatate della Padania, Ed. della Terra di Mezzo

Leggenda del Lago delle Streghe (Alpe Veglia)

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