Irma Pedrielli, la Partigiana fucilata dai fascisti

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Insieme, dopo l’armistizio, aderirono alla Resistenza, entrando nella «7ª brigata GAP “Gianni Garibaldi”». Erano staffette addette al servizio informazioni e di collegamento. Il suo nome di battaglia era «Vilma»...

Irma Pedrielli era nata il 27 marzo 1924 a Calderara di Reno, in provincia di Bologna. Viveva con i suoi genitori, Ottorino e Teresa Storti e una sorella più giovane, Carmen, che entrerà anche lei nella Resistenza. Quando era ancora piccola si erano trasferiti a Bologna, in cerca di un lavoro che potesse migliorare le loro condizioni di vita. La sua era una famiglia unita, con idee antifasciste, impegnata a combattere le ingiustizie del regime. Irma aveva trovato lavoro come operaia orlatrice. Fra le sue amiche più care c’era Ada Zucchelli.
Insieme, dopo l’armistizio, aderirono alla Resistenza, entrando nella «7ª brigata GAP “Gianni Garibaldi”». Erano staffette addette al servizio informazioni e di collegamento. Il suo nome di battaglia era «Vilma». All’inizio per le due giovani la vita nella Brigata non fu facile, perché dovettero guadagnare la fiducia dei loro compagni. Svolsero anche mansioni di infermiere, cuoche, si prestarono senza problemi ad ogni attività necessaria, senza perdere mai il sorriso e la voglia di combattere. Irma incontrò anche l’amore, innamorandosi di Sergio Galanti «Rana».
Il 14 settembre 1944, i due giovani si trovavano in una casa in via Miliario con altri gappisti. Su segnalazione di uno sconosciuto delatore, arrivarono per arrestarli gli uomini della «23ª Brigata Nera “Facchini”». Iniziò uno scontro a fuoco. I Partigiani, in netta inferiorità numerica, furono costretti alla fuga. Alcuni raggiunsero un’altra base in via Ponte Romano, dove si trovava anche l’amica Ada «Olga», con altri compagni. Lo scontro riprese con maggiore intensità. A terra rimasero Angelo Castagnini «Tito», Sergio Galanti «Rana» e Renato Martelli, mentre un fascista veniva ferito. Irma, Ada e Roveno Marchesini «Ezio», nipote di Ada, furono arrestati e condotti alla caserma di via Borgolocchi, dove seguirono due giorni di interrogatori, percosse, minacce e torture.
All’alba del 16 settembre i tre prigionieri furono caricati con la forza su una vettura per esser condotti al Poligono di tiro di Bologna per essere fucilati. La condanna a morte venne eseguita alle 8:00 del mattino. Oggi Irma Pedrielli «Vilma» riposa nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordata nel Sacrario di Piazza Nettuno e nel Monumento alle Cadute partigiane a Villa Spada.

BIBLIOGRAFIA

6.5. Irma Pedrielli


https://www.ciportanovia.it/pedrielli-irmahttps://www.storiaememoriadibologna.it/pedrielli-irma-478394-persona

In questa settimana ricorre il 70° anniversario della fucilazione delle partigiane Irma Pedrielli, “Vilma” e Ada Zucchelli, “Olga”

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