Anna Maria Princigalli, la valorosa Partigiana dei bambini

Tempo di lettura: 4 minuti

Un giorno, mentre si trovava a Bedero, un piccolo centro nella zona del varesotto, venne arrestata e incarcerata, prima a Varese e poi a Milano. Rimase nelle mani dei fascisti per due mesi, durante i quali venne torturata e maltrattata...

Anna Maria Princigalli era nata a Bergamo il 2 ottobre del 1916. Suo padre, Antonio, era un tenente colonnello, originario di Canosa Di Puglia. Sua madre, Maria Zell, era maestra elementare, di origini svizzere e probabilmente ebraiche.
Anna Maria era cresciuta, fino all’adolescenza, a Canosa, insieme ai genitori e ai suoi fratelli, Anna e Giacomo. Raggiunta la maggiore età, era partita per Firenze, dove aveva frequentato l’Università. In quel periodo la sua salute si aggravò a tal punto che si ammalò di tubercolosi. Nonostante tutto riuscì a laurearsi in «Storia della Filosofia». In pieno conflitto, nella primavera del 1944, si era trasferita a Milano per sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico, durante il quale le era stato asportato parzialmente un polmone. La convalescenza la trascorse a Miazzina, nell’allora provincia di Novara. Nel mese di giugno, in quella situazione di necessità, nell’isolamento delle montagne della Val Grande, entrò in contatto con la Resistenza, unendosi all’«85ª Brigata Garibaldi “Valgrande Martire”», che poi divenne, nel marzo 1945, «Divisione Ossola “Mario Flaim”». Entrò in contatto e strinse duraturi e sinceri rapporti di amicizia con Maria Peron e Nino Chiovini.
Quello fu un momento molto particolare e delicato per la Resistenza in Val Grande. Nel giugno del 1944 erano infatti iniziati i rastrellamenti che portarono alla morte di circa 300 Partigiani. Ma nonostante questo, non si tirò indietro. Il suo nome di battaglia era «Anna Maria». Ricoprì il ruolo di capo ufficio stampa e propaganda. Fu la sola donna ad ottenere il grado di ufficiale.
Un giorno, mentre si trovava a Bedero, un piccolo centro nella zona del varesotto, venne arrestata e incarcerata, prima a Varese e poi a Milano. Rimase nelle mani dei fascisti per due mesi, durante i quali venne torturata e maltrattata. Mentre era in carcere, i sintomi della sua malattia si ripresentarono. Venne rilasciata il 4 dicembre, in seguito ad uno scambio di prigionieri. Provata nel fisico e nello spirito, non esitò a tornare immediatamente operativa nella sua divisione. Dopo il 25 aprile diresse i primi otto numeri della rivista intitolata dapprima Valgrande martire: giornale della brigata alpina Valgrande martire e poi Monte Marona giornale della divisione alpina Mario Flaim. Insieme a Luciano Raimondi fondò il Convitto Rinascita a Milano, una istituzione che aveva lo scopo di accogliere i reduci di guerra in difficoltà, gli sfollati e i bambini rimasti soli.  Sempre a Milano fece parte della «Brigata Universitaria», composta da ex Partigiani, e creata per rinnovare il corpo accademico.
Successivamente si trasferì a Novara, dove diresse l’orfanotrofio del Convitto Mario Preda ed assunse l’incarico di rappresentanza in conferenze internazionali dei vari convitti per orfani di guerra.  Negli anni successivi si specializzò in psicologia infantile a Ginevra e poi a Parigi. Rientrata in Italia, lavorò presso l’asilo ANPI di Roma. Collaborò con personaggi di spicco quali Rina Rinaldi, Giovanni Rodari e Carlo Pagliarini.
Il suo stato di salute peggiorò improvvisamente tanto da costringerla, a soli 40 anni, a ritirarsi dalla vita pubblica e da ogni attività lavorativa. Gli anni successivi furono davvero difficoltosi per Anna Maria, fragile nel corpo e nello spirito. Della sua sorte si interessarono i vecchi capi Partigiani, che le rimasero accanto in un momento molto complicato della sua vita.
Trascorse gli ultimi anni della sua vita alloggiando, lavorando e studiando presso l’Istituto di Studi Comunisti delle Frattocchie, vicino a Roma. Morì il 24 gennaio del 1969, a soli 63 anni. Il quotidiano l’Unità la salutò come valorosa Partigiana, grande donna e ottima educatrice.

BIBLIOGRAFIA

  • Giovanni Princigalli, La partigiana dei bambini, la storia dimenticata di Anna Maria Princigalli, partigiana e pedagoga, in Nuova Resistenza Unita, n. 2, Verbania, Associazione Casa della Resistenza, 2016.
  • https://www.anpi.it/biografia/anna-maria-princigalli
  • https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/anna-maria-princigalli/

CONDIVIDI

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

COMMENTI

ARTICOLI CORRELATI

Le nostres storie direttamente nella tua mailbox