Valentina Guidetti, la giovane staffetta massacrata a pugnalate in nome della Libertà

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Era quasi giunta a destinazione quando venne individuata e arrestata dai soldati nazisti. La interrogarono e, non ottenendo da lei nessuna informazione utile, decisero di ucciderla...

Valentina Guidetti era nata a Sant’Ilario d’Enza, in provincia di Reggio Emilia, il 22 novembre 1922.
La sua infanzia non era stata molto serena, era rimasta orfana di madre in tenera età.
Nel 1926 suo padre era stato costretto a emigrare per cercare lavoro e così Valentina, con i suoi quattro fratelli, era stata affidata a una famiglia di amici. Aveva frequentato la scuola con grande interesse e passione, fino all’età di 14 anni, quando era stata costretta ad abbandonare gli studi per provvedere al suo sostentamento e a quello dei suoi fratelli.
Fu costretta a trasferirsi a Genova, dove aveva trovato lavoro come aiuto in una famiglia benestante. Quando era iniziata la guerra, la giovane aveva fatto rientro a Toano, dove risiedeva con i suoi fratelli.
Iniziò subito a simpatizzare per le idee partigiane, andando a prestare assistenza ai combattenti feriti delle formazioni toscane. Dal 1° dicembre 1944 passò a quelle reggiane, unendosi alla «26ª Brigata Garibaldi, “Distaccamento Orlandini”». Il suo nome di battaglia era «Nadia». Svolgeva funzioni di collegamento fra la sua Brigata e i vari reparti. Il 1° aprile 1945 il suo distaccamento venne attaccato e accerchiato dai soldati tedeschi in zona Ca’ Marastoni di Toano. Senza indugiare, pur consapevole del pericolo che avrebbe corso, Nadia si era offerta per andare a chiedere aiuto ad altri gruppi operanti nella zona.


Con grande coraggio attraversò una zona molto pericolosa, presidiata dal fuoco nemico. Arrivò all’«VIII Battaglione», portando a termine il proprio compito. Nonostante le avessero suggerito di non tornare indietro, per non rischiare di finire nelle mani nemiche, la giovane staffetta aveva ripreso la via del ritorno. Era quasi giunta a destinazione quando venne individuata e arrestata dai soldati nazisti. La interrogarono e, non ottenendo da lei nessuna informazione utile, decisero di ucciderla, massacrandola di pugnalate. Infierirono inutilmente sul suo corpo, mutilandolo.
«Nadia» venne ritrovata abbandonata tra i rovi dai suoi compagni di lotta che, in suo onore decisero di intitolarle subito il distaccamento a cui appartenevano a lei. Quando morì aveva solo 23 anni.
Dopo la fine del conflitto, la staffetta Valentina Guidetti, ha ricevuto la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

BIBLIOGRAFIA

  • https://www.anpireggioemilia.it/memorie-al-tempo-di-covid19-valentina-guidetti-leroina-di-pasqua/
  • https://www.anpi.it/biografia/valentina-guidetti
  • http://www.allacciatilestorie.it/2021/04/03/valentina-guidetti-nadia-leroina-di-pasqua/

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