Livia Venturini e Livio Poletti, uniti nella Resistenza e nella morte

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Livia divenne staffetta del «Battaglione Ruscello, “VII Brigata GAP”». La sua attività si distinse anche nell’organizzazione dei «Gruppi di Difesa della Donna». Livio entrò nella «36ª Brigata Garibaldi “Alessandro Bianconcini”»....

Livia Venturini era nata il 25 gennaio 1913 a Massa Lombarda, in provincia di Ravenna. I suoi genitori erano contadini, attivi nei gruppi antifascisti della zona. Aveva due fratelli, Amilcare e Gino, e due sorelle, Linda e Rina. Insieme alla famiglia era attiva nella propaganda contro il regime.
Il 1° Maggio 1930 avevano appeso bandiere rosse a tutti gli alberi della zona. Da quel giorno vennero tenuti sotto controllo. Qualche mese dopo i Carabinieri perquisirono senza preavviso la loro abitazione, ma fortunatamente Livia riuscì a nascondere i volantini contro il regime che suo fratello Gino teneva in cantina. Le loro idee gli causarono non pochi guai.


L’11 novembre, nel giorno di San Martino, furono sfrattati dall’Amministrazione degli Ospedali di Imola, che giustificarono il loro gesto dicendo che non potevano accettare che sui propri terreni ci fossero «… famiglie coloniche nel cui ambito abbian potuto prosperare cospiratori e nemici del supremo ordine nazionale». La medesima sorte la subirono, lo stesso giorno i Poletti, loro vicini, il cui figlio, Livio, fidanzato e promesso sposo di Livia, stava scontando una condanna del Tribunale Speciale per la «…costituzione del PC d’Italia, appartenenza allo stesso e propaganda». I due giovani finalmente si sposarono nell’aprile del 1933 a Mordano. Vissero lì per qualche tempo e poi si trasferirono a Sasso Morelli nella casa della moglie di Amilcare, che nel frattempo era stato mandato al confino nell’isola di Ventotene con l’accusa di essere un «irriducibile comunista…». Quando la cognata si trasferì a Varese con i figli, Livia e Livio andarono a stabilirsi a Imola con la loro figlioletta, Vanda. Trovarono lavoro come domestica e facchino.


Nel 1943, dopo la firma dell’armistizio, aderirono subito alla Resistenza. Livia divenne staffetta del «Battaglione Ruscello, “VII Brigata GAP”». La sua attività si distinse anche nell’organizzazione dei «Gruppi di Difesa della Donna». Livio entrò nella «36ª Brigata Garibaldi “Alessandro Bianconcini”».
Il 29 aprile 1944, con altre compagne, Livia si recò a Imola per partecipare ad una manifestazione. Era giorno di mercato e molta gente si era radunata, per vari motivi, nella zona. A protestare quel giorno contro il razionamento dei beni di primaria necessità, nella piazza davanti al palazzo comunale, si riunirono donne provenienti da varie località, fra cui San Prospero, Pontesanto, Sasso Morelli, Sesto Imolese e Osteriola. La situazione si faceva sempre più tesa. Intervennero i carabinieri, cercando di disperdere le manifestanti. Non riuscendoci con le parole e le minacce, utilizzarono dei getti d’acqua. Con l’intervento dei soldati della RSI la situazione precipitò. Per impedire l’accesso al palazzo comunale, aprirono il fuoco. A terra caddero due donne. Una era Livia, colpita alla schiena, l’altra era Maria Zanotti, per tutti Rosa, vedova e madre di sei figli.


Maria arrivò morta all’ospedale, spirò lungo il tragitto sul carretto trascinato a mano su cui era stata caricata. Livia sopravvisse per quarantacinque giorni, soffrendo atrocemente, fra gli ospedali di Imola e quello di Bologna. In quei lunghi giorni di agonia a farle visita era andato anche Livio, rischiando l‘arresto e la vita.
Morì il 13 giugno a soli 31 anni, nella casa della sorella Linda, che l’aveva ospitata con la piccola Vanda, a Bubano. Al suo funerale, il 15 giugno, partecipò una folla numerosa e commossa. Le portarono tanti fiori bianchi e rossi, nonostante il divieto posto dalle autorità fasciste. Nascosto fra la gente, chiuso nel suo dolore, c’era anche l’amato Livio. Salutata la famiglia e la piccola Vanda, Livio andò sulle montagne a combattere. Non li rivide mai più. Morì l’11 ottobre in battaglia.
Dopo la fine della guerra, Livia e Livio si riunirono. Le loro salme furono deposte insieme nel cimitero del Piratello nel Sacrario dei Caduti della Resistenza il 21 ottobre 1945

BIBLIOGRAFIA

  • https://www.anpi.it/biografia/livia-venturini
  • https://www.storiaememoriadibologna.it/venturini-livia-479607-persona
  • https://anpiimola.it/luccisione-di-maria-zanotti-e-livia-venturini/#:~:text=Due%20donne%2C%20colpite%20dai%20proiettili,ferita%20gravemente%20alla%20colonna%20vertebrale
  • https://www.castelbolognese.org/fatti-storici/xx-secolo/seconda-guerra-mondiale/livio-e-livia-poletti/

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