Lica Steiner, la partigiana ebrea che combatteva in Val d’Ossola

Tempo di lettura: 4 minuti

Lica e Albe decisero di salire in montagna, per unirsi alla «Divisone Valdossola», dove si occuparono della stampa clandestina e di molte altre attività....

Matilde Maria Covo, per tutti Lica, era nata a Milano il 26 dicembre 1914. La sua era una famiglia borghese, benestante. La mamma, Maddalena Stramba, era di origine italo-francese, di religione cattolica. Il papà, Mario Covo, era un ebreo di origine bulgara. Iniziò la sua carriera come diplomatico, per poi diventare commerciante.
Lica era la terza di quattro figli. Aveva studiato lingue, pittura e pianoforte, diplomandosi prima in una scuola secondaria francese a Milano e poi in una scuola d’arte a Besançon.
terminati gli studi aveva conosciuto e si era innamorata di Alberto Massimo Alessandro Steiner, per tutti Albe, nipote di Giacomo Matteotti.  Diventarono inseparabili, condividendo interessi, passioni, ideali e un percorso di vita comune. Si sposarono nel 1938. Gli amici li avevano soprannominati «Licalbe».
Nel 1939 avevano aperto uno studio di grafica e si erano iscritti al «Partito Comunista Italiano». Condividevano l’attività clandestina con altri nomi noti nel panorama politico italiano di quegli anni, come Salvatore di Benedetto e Elio Vittorini. Nel 1941 era nata la loro primogenita, Luisa.
La vita a Milano era diventata sempre più difficile: i bombardamenti e le incursioni dei soldati spinsero la famiglia di Lica a trasferirsi nella loro casa di montagna a Mergozzo, in Val d’Ossola.
La loro non fu una scelta felice, perché quella zona era nel mirino dei soldati tedeschi, che tenevano sotto controllo il territorio perché da lì si poteva fuggire nella vicina Svizzera. A dare la caccia agli ebrei che cercavano di mettersi in salvo erano le SS della divisione «Leibstandarte SS Adolf Hitler».
La mattina di mercoledì 15 settembre 1943, poco dopo le ore 8:00, un ufficiale e due soldati SS, accompagnati da un interprete e un carabiniere, fecero irruzione in casa Covo a Mergozzo.
In quei giorni erano loro ospiti Gabriele Mucchi, pittore, con la moglie Jenny Wiegmann,  e due nipoti di Mario, Matilde David , figlia di una sua sorella, con il marito Alberto Arditi, entrambi ebrei, profughi dalla Bulgaria. L’ufficiale, dopo aver accertato le generalità dei presenti, se ne era andato lasciando i soldati di guardia, forse nella speranza che Lica e Albe facessero ritorno da Milano. In tarda serata, la coppia, che stava arrivando alla stazione, venne avvisata del pericolo e riuscì a nascondersi a in casa di una contadina amica di famiglia. Mario, Matilde e il marito Alberto, nel frattempo, vennero prelevati per essere interrogati. Di loro non si seppe più nulla. Per tutta la vita, Maddalena Stramba, continuò a cercare loro notizie. Solo quarant’anni dopo emersero testimonianze sulla loro uccisione, che avvenne nei boschi sopra il paese, molto probabilmente lo stesso giorno in cui erano stati prelevati.
Lica e Albe decisero di salire in montagna, per unirsi alla «Divisone Valdossola», dove si occuparono della stampa clandestina e di molte altre attività.
Lica fece anche la staffetta, consegnando ordini, messaggi e materiale di propaganda. Furono proprio loro a disegnare il simbolo della Valdossola, basato su triangoli che formavano un tricolore. Parteciparono anche alla liberazione di Domodossola e alla nascita della Repubblica Partigiana dell’Ossola. Quando cadde sotto i colpi nemici, Albe e altri partigiani vennero portati nel campo di Rohrbach, in Svizzera. Fortunatamente si salvò e fece rientro in Italia dopo la fine della guerra.
Nel 1946 i coniugi Steiner si trasferirono, con la madre Maddalena e la figlia Luisa, in Messico, per raggiungere i propri fratelli, partecipando ad importanti iniziative per contribuire all’alfabetizzazione dei peones.
Nel 1947 rientrarono in Italia, dopo la nascita della loro seconda figlia, Anna.
La loro vita trascorse fra mille impegni sociali, politici e lavorativi, sempre portando avanti con grande dedizione quegli ideali che li avevano portati ad unirsi alla Resistenza.
Albe  Steiner è mancato all’amore di Lica nel 1974, stroncato da un ictus, dopo una vita passata in simbiosi con lei. Nel 2003 una lapide è stata posta Mergozzo in ricordo dell’assassinio di Mario Covo e dei suoi nipoti.
Lica Covo Steiner è morta il 23 maggio 2008. É stata sepolta con Albe a Mergozzo. Sulla loro lapide comune sono incise le seguenti parole: Albe Steiner partigiano, Lica Covo Steiner partigiana.

BIBLIOGRAFIA

– Rachele Farina (a cura di), Dizionario biografico delle donne lombarde 568-1968, Milano, Baldini & Castoldi, 1995
– Alessandro Ceresatto e Marco Fossati (a cura di), Salvare la memoria: come studiare la storia di ieri per non essere indifferenti oggi, Anabasi, 1995
– Mirella Alloisio e Giuliana Beltrami, Volontarie della libertà: 8 settembre 1943-25 aprile 1945, Mazzotta, 1981

CONDIVIDI

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

COMMENTI

ARTICOLI CORRELATI

Le nostres storie direttamente nella tua mailbox