Felicita Agostina Noli, la Partigiana fucilata dai fascisti per rappresaglia

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Felicita si prodigava per tutti. Un giorno nel luglio 1943, difese dalla rabbia di alcuni operai antifascisti un repubblichino che sapeva essere padre di un bimbo piccolo. Ma nonostante il suo buon cuore, la sorte le fu avversa. Venne arrestata più volte.....

Felicita Agostina Noli era nata a Campomorone, in provincia di Genova nel 1906. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 iniziò a collaborare con i Partigiani, rendendosi disponibile per la causa della Liberazione. Il suo nome di battaglia era «Alice».
Si occupava principalmente di reperire cibo e vestiario per i compagni che combattevano sulle montagne, ma aiutò più volte anche i suoi compaesani, anche davanti agli occhi dei fascisti, distribuendo cibo e acqua a chi veniva fermato.
Felicita si prodigava per tutti. Un giorno nel luglio 1943, difese dalla rabbia di alcuni operai antifascisti un repubblichino che sapeva essere padre di un bimbo piccolo. Ma nonostante il suo buon cuore, la sorte le fu avversa. Venne arrestata più volte.
La prima per aver usato parole forti verso alcuni soldati. Si era messa in mezzo alla strada e aveva fermato un camion di tedeschi. Con il mitra puntato addosso, si era rivolta a uno degli ufficiali dicendo: «Mi prometta che non farà del male ai nostri soldati». Quella sua sfrontatezza non poteva passare impunita, così la arrestarono, così quando «Alice» li accusò di essere dei vigliacchi, la portarono in caserma. La rilasciarono dopo qualche giorno, ma da quella volta finì nel mirino dei nazifascisti. Tornata in libertà intensificò la sua attività, collaborando attivamente con i «Gruppi di Difesa della Donna». Nel gennaio 1944 entrò a far parte della «IIIª Brigata Liguria», occupandosi della raccolta di tutto quello che poteva essere necessario per aiutare i combattenti. Nell’agosto 1944 venne nuovamente arrestata dai tedeschi e portata in caserma. La interrogarono perché volevano sapere da lei quali nascondigli utilizzavano i Partigiani. Il suo silenzio le fu fatale. La picchiarono tutta la notte, senza ottenere nulla. La mattina seguente la caricarono su un camion, insieme ad altri cinque prigionieri. Il mezzo si fermò nei pressi di Campomorone. A morire per primi furono gli uomini, poi toccò a lei. Li fucilarono tutti per rappresaglia, per vendicare l’omicidio di due soldati fascisti. In ricordo del suo indomito coraggio e della sua generosità le fu intestato il raggruppamento da lei organizzato, che divenne la «Brigata Garibaldi SAP “Alice Noli”», l’unica interamente formata da donne e operante tra la Valpolcevera e la Val Bisagno. Vi presero parte oltre 160 Partigiane, dai 15 ai 72 anni, che presero parte a numerose operazioni.
Nel 1989 Felicita Agostina Noli ha ricevuto la Medaglia di Bronzo al Valor Militare.

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