Nel 1753, Robert Harley conte di Oxford entrò in possesso di una enorme collezione di libri che andavano dagli scritti di Tito Livio a Petrarca, a manuali di scienze, storia, filosofia.
Tra di essi c’era anche un libro di epoca medievale registrato come breviario o libretto liturgico.
Ma questo breviario racchiudeva un mistero: in alcune sue parti era scritto con un linguaggio incomprensibile.
Il volume è di altissimo pregio, tanto che ogni appassionato vorrebbe analizzare.
Ma alcune sue parole sono incomprensibili, composte solo da consonanti e illeggibili.
Qual è il mistero dietro a questo libro?
La British Library lo ha scoperto.
Non si tratta di un semplice breviario ma di un manuale di esorcismi.
Tutto chiarito?
Non proprio, perché allora sorge un’altra domanda: perché rendere illeggibili alcune sue parti?
Ebbene, pare che il monaco a cui venne dato il compito di redigere il manoscritto, fosse stato “turbato” da alcune parole come “Coniuratio malignorum spiritum” (invocazione degli spiriti maligni) oppure “Coniuro te diabole” (ti invoco, Diavolo) e per evitare che il manoscritto finisse in mani sbagliate, il monaco decise di decifrare alcune parole.
Per comprendere tale decisione, bisogna partire dal presupposto che in Inghilterra i manuali di esorcismi erano molto rari, cosa diversa rispetto a manuali di magia nera e rituali pagani, in cui erano presenti parole come “coniuratio” (invocazione) ovviamente con ben altri significati.
Con ogni probabilità quindi, il monaco, forse perché a conoscenza delle pratiche magiche in voga al tempo, per precauzione nascose le parole dietro a un insieme di lettere incomprensibili, scongiurando il rischio che una persona, leggendo ad alta voce lo scritto, invocasse volontariamente o involontariamente un demone.
Il volume, registrato come “Harley MS2874” è attualmente conservato presso la British Library di Londra.





