La storia di Maria Chindamo, uccisa e data in pasto ai maiali

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Aveva preso in mano le redini dell'impresa agricola di famiglia ed era andata avanti, con grande coraggio. E proprio il suo voler essere donna libera e imprenditrice l'ha portata alla morte....

Maria Chindamo è  scomparsa il 6 maggio 2016 dalle campagne di Limbadi, un piccolo paese in provincia di Vibo Valentia, mentre si apprestava ad entrare nella sua proprietà.
Maria aveva 42 anni.
Era un’imprenditrice agricola originaria di Laureana di Borrello.
Dopo 7 anni da quel terribile giorno, un pentito ha fatto luce sulla sua scomparsa.
La vita per Maria non era sempre stata tutta rose e fiori
Suo marito Vincenzo si era  impiccato nel 2015, pochi giorni dopo che la coppia aveva deciso di separarsi.
Un grande dolore…
Ma  Maria non si era data per vinta.
Aveva preso in mano le redini dell’impresa agricola di famiglia ed era andata avanti, con grande coraggio.
E proprio il suo voler essere donna libera e imprenditrice l’ha portata alla morte.
Due giorni dopo aver postato le foto col suo nuovo compagno, Maria era scomparsa nel nulla, ingoiata dal silenzio dell’omertà che la circondava.
La sua più grande colpa era proprio stata quella di voler gestire da sola i terreni che interessavano agli uomini dell’ndrangheta
riconducibili alla cosca Mancuso.
Il piano per rapire Maria era stato organizzato nei dettagli.
I sequestratori l’avevano aspetta davanti al cancello della sua proprietà.
Sapevano che Maria aveva un appuntamento con alcuni operai che dovevano svolgere dei lavori per lei.
Probabilmente Maria conosceva i suoi sequestratori, 3 uomini della zona, infatti non si era insospettita vedendoli davanti al cancello.
Era stata assalita  e ferita, forse nel tentativo di liberarsi dai suoi aggressori.
Tracce del suo sangue erano state rilevate all’interno del Suv con cui era arrivata alla tenuta e sulle pareti del muro di cinta.
E poi di lei più nessuna traccia.
La sua famiglia, i suoi amici, il suo compagno l’avevano cercata e aspettata per anni.
Maria era sparita nel nulla.
Solo in seguito ad un’inchiesta che ha portato all’arresto di oltre 80 persone,  un collaboratore di giustizia ha fatto chiarezza sulla sorte di Maria.
Maria era stata assassinata dagli uomini che l’avevano aggredita quel lontano 6 maggio.
Il suo corpo era stato tritato con un trattore cingolato e i suoi resti dati in pasto ai maiali.
La ‘ndrangheta non le aveva perdonato il suo vivere libera, la sua voglia di rifarsi una vita e di gestire in modo imprenditoriale quel terreno tanto interessante.
La sua orribile fine ci  dà il senso e la misura della rabbia e del risentimento che ha mosso chi ha ordinato il suo omicidio. Maria non poteva permettersi di uscire da quella  mentalità che la voleva donna prigioniera e sottomessa.
Ora possiamo solo sperare che dopo 7 anni venga fatta giustizia.

BIBLIOGRAFIA

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