Irma Marchiana, la coraggiosa partigiana fucilata dai nazisti

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Il suo coraggio e il suo valore la portarono a diventare vice comandante del Battaglione "Matteotti", della Divisione Garibaldi "Modena".....

Irma Marchiani era nata a Firenze il 6 febbraio 1911.
Con i suoi genitori, Adamberto e Assunta Passeri, quando aveva solo 4 anni, si era trasferita con la famiglia a La Spezia, dove aveva frequentato con profitto le scuole elementari.
Era particolarmente dotata nel disegno e nella pittura.
La sua era una famiglia antifascista.
Il padre, ferroviere, venne licenziato nel 1923 con la pretestuosa motivazione di «scarso rendimento».
Uno dei suoi fratelli, nel 1928, aderì al PcdI e successivamente  fu uno degli organizzatori del Soccorso Rosso.
La loro situazione familiare era tanto complicata che Irma nel 1924 fu costretta ad abbandonare gli studi e a cercare un lavoro. Trovò dapprima occupazione come modista, poi come ricamatrice e successivamente come vetrinista
La sua salute era cagionevole.
Soffriva di disturbi bronchiali che ogni anno la costringevano a recarsi a Sestola, sull’Appennino modenese, per delle cure specifiche. Questa assidua frequentazione le assicurò una profonda conoscenza e padronanza del territorio.
Con la firma dell’armistizio, Irma decise di unirsi alla Resistenza diventando staffetta delle prime formazioni che si erano create. Il passo successivo fu quello di diventare partigiana combattente.
Il suo nome di battaglia era Anty.
Il suo coraggio e il suo valore la portarono a diventare vice comandante del Battaglione “Matteotti”, della Divisione Garibaldi “Modena”.
Durante la battaglia di Montefiorino fu catturata dai nazisti mentre tentava di mettere in salvo un compagno gravemente ferito. Il tedeschi decisero di deportarla in Germania, ma Irma riuscì ad evadere e a ritornare con i suoi uomini del Matteotti.
Nei giorni successivi partecipò ai combattimenti di Benedello e proprio in quell’occasione fu nuovamente catturata.
Dopo quindici giorni di detenzione, alle 17:15 del 26 novembre 1944, venne fucilata a Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena. Aveva 33 anni.
Con lei  quel giorno morirono Domenico Guidani “Pisolo”, di 27 anni, Renzo Costi “Remo”, di 28 anni e Gaetano Ruggeri “Balilla”,  di 17 anni.
Dopo la sua morte furono ritrovate due lettere che Irma aveva scritto: in una, del 10 agosto 1944, spiegava al fratello Piero le ragioni della sua scelta; in un’ altra, scritta alla sorella “Pally” il 26 novembre 1944, a poche ore dall’esecuzione,  esprimeva il desiderio di esser seppellita a Sestola. In entrambe si era firma con il nomignolo familiare di “Paggetto”.
Dopo la fine della guerra venne decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. A lei va la nostra gratitudine per il grande Coraggio dimostrato in battaglia e nella vita.

BIBLIOGRAFIA

https://www.anpi.it/biografia/irma-marchiani

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