Insieme con la vostra famiglia… il rastrellamento del ghetto di Roma

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In poche ore furono raggruppate 1.259 persone...Alla fine della guerra tornarono a casa solo 15 uomini e 1 donna.....

Il rastrellamento del ghetto di Roma, ad opera delle truppe tedesche, con la collaborazione dei funzionari del regime fascista della Repubblica Sociale Italiana, avvenne tra le ore 05:30 e le ore 14:00 di sabato 16 ottobre 1943.
Quel giorno viene ricordato come sabato nero.
A ciascun capofamiglia fu consegnato un biglietto, con istruzioni precise:
…”Prendete con voi le tessere annonarie, la carta d’identità, i bicchieri e non dimenticate di chiudere ben a chiave la porta di casa, ammalati, anche gravissimi, non possono per nessun motivo rimanere indietro. Infermeria si trova nel campo” ….
20 minuti dopo la presentazione di questo biglietto la famiglia doveva essere pronta per la partenza.
In poche ore furono raggruppate 1.259 persone, di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine, quasi tutti della comunità ebraica romana.
Alcuni di loro, appartenenti a famiglie di sangue misto o stranieri, furono rilasciati, mentre in 1.023 vennero deportati direttamente al campo di sterminio di Auschwitz.
Tornarono in 16.
Lo stesso giorno, Kappler scrisse una lettera al comandante del campo di sterminio di Auschwitz, Rudolf Höss,
con la quale lo avvisava che entro pochi giorni avrebbe ricevuto un carico di oltre 1 000 ebrei italiani e di prepararsi a concedere loro il “trattamento speciale”.
I deportati furono trasferiti alla stazione ferroviaria Tiburtina.
Furono caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame.
Ad essi si aggiunse spontaneamente Costanza Calò, sfuggita alla retata, ma che non volle abbandonare il marito e i cinque figli catturati. Nessuno di loro sopravvisse.
Il treno partì alle 14.05 di lunedì 18 ottobre.
Arrivò ad Auschwitz alle ore 23.00 del 22 ottobre.
I prigionieri rimasero chiusi nei vagoni sino all’alba del giorno successivo.
Fatti uscire dai vagoni, i deportati vennero suddivisi in due gruppi: da una parte 820, giudicati fisicamente inabili al lavoro e dall’altra 154 uomini e 47 donne, dichiarati fisicamente sani.
Due anziani furono trovati morti.
Gli 820 del primo gruppo furono immediatamente condotti nelle camere a gas.
Lo stesso giorno le salme furono private dei denti d’oro e bruciate nei forni crematori.
Gli abili al lavoro furono in parte destinati ad altri campi di sterminio.
Alla fine della guerra tornarono a casa solo 15 uomini e 1 donna.

BIBLIOGRAFIA

Insieme con la vostra famiglia. 16 ottobre 1943 la grande retata di Roma – Lia Levi, Edizioni E/O

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