Ei fu siccome immobile….

Tempo di lettura: 4 minuti

In molti ritratti lo vediamo con una mano infilata nel panciotto; ma quel gesto non era dovuto a chissà quali problemi di salute, semplicemente era una moda tipica del periodo....

Questa volta voglio raccontarvi alcune curiosità e sfatare alcuni miti sul francese più famoso di sempre, Napoleone Bonaparte.
Partiamo dal cognome.
Napoleone, nel nostro immaginario, incarna il francese per eccellenza.
Peccato che fosse di origine italiana.
Il generale che conquistò l’Europa, nacque in Corsica il 15 agosto 1769 e nel 1768 la Repubblica di Genova consegnava la Corsica alla Francia.
Il suo cognome originario era infatti Buonaparte, modificato poi in Bonaparte per essere più affine alla lingua francese.
In casa e coi familiari più stretti (con la madre ad esempio), Napoleone parlava il Corso, un idioma italofono diffuso anche nel nord della Sardegna.
Anche se amante dell’Italia, in cui amava trascorrere lunghi periodi, manteneva un giudizio abbastanza negativo sugli italiani; durante un colloquio col Viceré d’Italia Beauharnais, Napoleone disse: “Avete torto a pensare che gli italiani siano come fanciulli: c’è del malanimo in loro; non fategli dimenticare che io sono padrone di fare ciò che voglio, questo è necessario per tutti i popoli, ma soprattutto per gli italiani, che non obbediscono che alla voce del padrone”.
Era un nano?
Se si dice “Napoleone”, tutti pensano alla sua altezza.
Ma Napoleone non era basso. Anzi, per l’epoca essere alti 1,69cm era un’altezza nella media e, anzi, a volte pure sopra la media.
Era più alto di Sarkozy…
Napoleone teneva la mano nel panciotto per problemi di stomaco.
Falso.
In molti ritratti lo vediamo con una mano infilata nel panciotto; ma quel gesto non era dovuto a chissà quali problemi di salute, semplicemente era una moda tipica del periodo.
In molti si facevano ritrarre così per trasmettere autorevolezza.
Napoleone sul cavallo bianco che attraversa le Alpi.
Propaganda.
Fin dai tempi degli antichi romani si utilizzavano i manifesti propagandistici; di certo non potevano mancare durante il regno di Napoleone.
Nell’immaginario collettivo un’altra immagine che abbiamo dell’imperatore è quella del famosissimo quadro di Jacques-Luis David, dove Bonaparte è in sella al suo destriero bianco col mantello che sventola, mentre conduce i propri uomini attraverso le Alpi e il Gran San Bernardo.
Ebbene non è mai accaduto. O meglio, ha attraversato le Alpi ma non così.
Il dipinto di David infatti è stato commissionato come scopo di propaganda. L’uniforme, ad esempio, è quella utilizzata nella battaglia di Marengo e usata dal pittore come modello per il quadro.
Molto più realistico è invece il dipinto di Paul Delaroche del 1848 che mostra un Napoleone, coperto nel suo soprabito, mentre a cavallo di un mulo attraversa il Gran San Bernardo.
No, non rubò la Gioconda…
Ogni volta che abbiamo una partita di calcio Italia-Francia, lo ripetiamo sempre “Ridateci la Gioconda”, perché riteniamo ci sia stata rubata da Napoleone.
In realtà non è vero. La Gioconda è stata portata in Francia da Leonardo da Vinci nel 1517 dove venne acquistata da Francesco I.


Ciò non toglie che i soldati napoleonici trafugarono molte opere d’arte italiane.
Ma la Gioconda non era tra queste.
Grazie a lui possiamo conoscere l’Antico Egitto.
Napoleone compì molte campagne militari in Egitto e una di queste permise a un ricercatore e storico francese al seguito dell’esercito, di trovare la famosa Stele di Rosetta: la lastra di pietra con geroglifici e traduzione in greco che permise agli studiosi di decifrare l’antica lingua egizia.
Il naso della Sfinge preso a cannonate?
Falso.
Una delle teorie sulla mancanza del naso della Sfinge ci racconta che l’esercito napoleonico, per fare pratica, cannoneggiò il naso della sfinge.
Una bufala. Infatti esistono rappresentazioni della Sfinge senza naso che risalgono al ‘700, ben prima che Napoleone mettesse piede in Egitto.
Si tratterebbe del risultato dell’erosione, oppure di un atto voluto da parte di un fedele musulmano che voleva distruggere l’intera opera perché ritenuta blasfema.
Napoleone rivoluzionò le leggi.
Durante l’Impero vennero emanate moltissime leggi che rivoluzionarono i codici penale e civile e anche le leggi sanitarie.
Un esempio? I cimiteri, con l’editto di Saint Cloud, dovevano essere costruiti lontano dalle abitazioni per una questione di sanità pubblica.
Così come il Codice Napoleone che stabiliva un forte accentramento statale, una divisione equa delle eredità tra i discendenti e il divorzio consensuale.
Anche se per alcuni queste innovazioni possono sembrare moderne e al passo coi tempi, bisogna ricordare che nella legislazione napoleonica la donna era totalmente sottomessa all’uomo: non poteva sottoscrivere un contratto o avviare un’azione autonomamente.

BIBLIOGRAFIA

CONDIVIDI

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

COMMENTI

ARTICOLI CORRELATI

Le nostres storie direttamente nella tua mailbox