Il genocidio degli armeni

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Il genocidio degli armeni viene commemorato ogni anno il 24 aprile.
Con il termine genocidio armeno, talvolta olocausto degli armeni, si indicano le deportazioni ed eliminazioni di armeni perpetrate dall’Impero ottomano tra il 1915 e il 1916, che causarono circa 1,5 milioni di morti.
Gli armeni usano l’espressione Medz Yeghern  mentre in turco viene indicato come Ermeni Soykırımı”genocidio armeno”, a cui talvolta viene anteposta la parola sözde (“cosiddetto”), oppure Ermeni Tehciri “deportazioni armene”.
Il genocidio armeno causò circa 1,5 milioni di morti. Le fonti turche tendono a minimizzare la cifra. Secondo il Patriarcato armeno di Costantinopoli, nel 1914 gli Armeni anatolici andavano da un minimo di 1.845.000 ad un massimo di 2.100.000.
Lo storico Arnold J. Toynbee, che fu ufficiale dell’intelligence britannica in Anatolia nella prima guerra mondiale, stima in 1.800.000 il numero complessivo degli Armeni di quel paese. L’Enciclopedia Britannica indica come probabile il numero di 1.750.000.

Lo storico turco Taner Akçam, il primo a parlare apertamente di genocidio, fu arrestato nel 1976 e condannato a dieci anni di reclusione per i suoi scritti; l’anno successivo riuscì a fuggire e a rifugiarsi in Germania.
Lavora negli Stati Uniti d’America, presso lo Strassler Family Center for Holocaust and Genocide Studies della Clark University.
Come e quando avvenne il genocidio?
Nel periodo antecedente alla Prima guerra mondiale, nell’Impero ottomano si era affermato il governo dei «Giovani Turchi». Essi temevano che gli armeni potessero allearsi con i russi, di cui erano nemici. Nell’anno 1909 si registrò uno sterminio di almeno 30.000 persone nella regione della Cilicia. Nel 1913, il Comitato di Unione e Progresso fondò l'”Organizzazione speciale” (turco: Teşkilât-ı Mahsusa).

Più tardi nel 1914, il governo ottomano prese la decisione di rilasciare i criminali dalle carceri centrali che rappresentarono in seguito gli elementi centrali di questa organizzazione speciale di recente formazione.
A poco a poco, dalla fine del 1914 all’inizio del 1915, centinaia, poi migliaia di prigionieri furono liberati per formare i membri di questa organizzazione. Successivamente, furono incaricati di scortare i convogli di deportati armeni.
Il genocidio vero e proprio fu scatenato nel 1915, in seguito all’approvazione della legge Tehcir del 29 maggio 1915, che autorizzò la deportazione della popolazione armena dell’Impero ottomano.

Come sono le posizioni attuali circa il riconoscimento di questa immane tragedia?
Il governo turco rifiuta di riconoscere il genocidio ai danni degli armeni ed è questa una delle cause di tensione tra Unione europea e Turchia. Una legge francese punisce con il carcere la negazione del genocidio armeno. Per converso, già da tempo la magistratura turca punisce con l’arresto e la reclusione fino a tre anni il nominare in pubblico l’esistenza del genocidio degli armeni in quanto gesto anti-patriottico. In tale denuncia, poi ritirata, è incappato lo scrittore turco Orhan Pamuk, a seguito di un’intervista a un giornale svizzero in cui accennava al fenomeno.

Come sempre avviene dalla nascita dei social network, spesso ci si imbatte in bufale e/o esagerazioni. Una di queste attiene proprio il genocidio armeno e le fonti di divulgazione.
Spesso è utilizzata una terribile fotografia per raccontare il genocidio degli armeni in cui si nota la crocefissione di alcune ragazze; in realtà sono fotogrammi cinematografici tratti dalla pellicola “Auction of Souls” del 1919: uno dei primi film dedicati al genocidio degli Armeni, tratto dal libro “Ravished Armenia” di Aurora Mardiganian, che sopravvissuta ai massacri raccontò dell’uccisione di 16 ragazze cristiane (che avevano rifiutato di convertirsi) presso la città di Malatia nel vilayet di Karput (Mamuretül-Aziz).

BIBLIOGRAFIA

  • Jay Winter, La Grande guerra, l’avvento dei massacri industrializzati e il genocidio degli armeni, in Storia della Shoah – Le origini della Shoah: i precedenti storici, 1° volume, pp. 203-231, in Corriere della sera inchieste, Milano, UTET e Corsera, 2019
  • N. Dadrian Vahakn, Storia del genocidio armeno. Conflitti nazionali dai Balcani al Caucaso, ed. Guerini e associati, 2003
  • Flavia Amabile, Marco Tosatti, La vera storia del Mussa Dagh, Guerini e associati, 2003

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