Il Pasung – l’inferno dei malati di mente in Indonesia

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La Human Rights Watch condotto uno studio approfondito sulle condizioni di vita dei malati mentali in Indonesia.
La situazione  emersa è a dir poco disastrosa.
I malati psichiatrici, o presunti tali, indipendentemente dall’età o dal sesso, sono rinchiusi come animali in minuscole celle, nel più totale stato di abbandono.
Sono costretti a vivere nei propri escrementi, incatenati mani e piedi, con poco cibo e abiti stracciati, nella più totale assenza di qualsiasi cura medica o supporto psicologico.
Trattati come animali, i malati di mente in questo paese sono rifiutati dalle famiglie e dalla società, che preferiscono dimenticare la loro esistenza e nasconderli agli occhi del mondo.
Questa pratica prende il nome di Pasung e prevede il confino e la segregazione per chi viene considerato affetto da un disturbo psichiatrico. Nonostante il Pasung sia stato vietato nel 1977 è ancora oggi molto diffuso.
Nel paese sono più di 57.000 le persone con effettive o percepite disabilità psicosociali che sono state ammanettate e rinchiuse in luoghi angusti e in totale assenza di igiene, per un periodo di tempo più o meno lungo.
Alcune di loro per tutta la vita. Attualmente sono 18.000 i pazienti sottoposti a Pasung. In seguito alle indagini svolte dalla Human Rights Watch, il governo indonesiano è stato interrogato sulle condizioni del Pasung.  Il Ministero della Salute non ha però saputo dare risposte esaustive.

Purtroppo nel paese convivono medicina e superstizione. E proprio in quest’ultima si  fonda  la convinzione che le persone con problemi mentali siano possedute dal diavolo o da spiriti maligni  e che solo un miracolo o un guaritore possano esorcizzare la persona ritenuta posseduta.
Gli operatori dell’HRW hanno raccolto alcune testimonianze sconvolgenti. Tra queste, quella di un uomo che da 15 anni tiene chiusa in casa la propria figlia perché convinto che sia vittima di un incantesimo.
Le condizioni in cui sopravvive la donna sono inumane: chiusa in una stanza angusta, con polsi e caviglie avvolte da cavi, una tavola di legno per dormire, due pasti giornalieri fatti passare da un foro nella parete. Nessuno apre la porta della sua stanza da 15 anni. Un altro problema che aggrava la situazione  è  la carenza di strutture che accolgano chi ne ha bisogno. Con una popolazione di 270 milioni di persone, sono solo 48 le strutture di igiene mentale, supportate, per altro, da un insufficiente numero di operatori specializzati, che spesso si limitano a somministrare intrugli di erbe e qualche medicinale generico. Il degrado, gli abusi, le percosse, i maltrattamenti, l’elettroshock, chiudono il quadro di una  situazione già drammatica.  Nel 2014 il Parlamento Indonesiano ha approvato il Mental Health Act per migliorare lo stato disastroso dei servizi di salute mentale. Nonostante questo la situazione non è migliorata. Resta invalicabile il muro di omertà e indifferenza costruito attorno ai malati psichiatrici, lasciati in balia del più totale abbandono.

BIBLIOGRAFIA

  • https://www.google.com/amp/s/
  • https://www.ilmessaggero.it/AMP/primopiano/sfruttamento_disabili_indonesia-1625740.html
  • https://www.google.com/amp/s/www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2016/04/06/news/indonesia_disabili_psichici_in_catene_l_orrore_dei_pasung-137040146/amp/

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