Il Cavallo Bianco della collina di Uffington

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Il prezioso lascito si trova a mezzo miglio dal paese di Uffington nella contea Oxfordshire. La miglior vista dell'antica immagine si gode dall'altro lato della valle, in una zona compresa tra le 20 e le 5 miglia...
Il Cavallo Bianco di Uffington è una figura preistorica tracciata sul pendio di una collina chiamata White Horse Hill. Il prezioso lascito si trova a mezzo miglio dal paese di Uffington nella contea Oxfordshire. La miglior vista dell’antica immagine si gode dall’altro lato della valle, in una zona compresa tra le 20 e le 5 miglia, questo perché il geoglifo, disegno sul terreno, vanta delle misure eccezionali: è lungo 114 metri e alto 34. Intorno a questa figura stilizzata sono sorte molte leggende, tra cui quella che accosta il cavallo bianco al drago ucciso da San Giorgio nella vicina zona di Dragon Hill. Una storia che si perde nella notte dei tempi vorrebbe assimilare il geoglifo alla dea celtica Epona, dalla forma non umana ma di cavallo. La dea era adorata per i suoi poteri relativi alla fertilità, alla guarigione e alla morte. In seguito a questa leggenda si ricordava che se una donna avesse trascorso una notte sdraiata sull’occhio del cavallo avrebbe dato poi alla luce un bellissimo figlio. Epona era una figura della religione celtica, passata alla religione romana come la dea dei cavalli e dei muli. La presenza della cornucopia, che costituisce un simbolo tipico della dea, pone in rilievo la sua funzione di protettrice e dispensatrice di doni e di fertilità.
La dea potrebbe avere origini ancora più lontane nel tempo e risalire al periodo dei popoli venuti dalle grandi praterie dell’Asia centrale, che in seguito si spostarono lungo la valle del Danubio in Europa centrale e occidentale. La dea potrebbe essere l’incarnazione dell’antico culto in onore dei cavalli. Grazie agli esami archeologici e ad innovativi metodi d’indagine, dal 1994 è stato dimostrato che la figura risale a circa 3000 anni fa, e quindi al periodo relativo all’età del bronzo. Queste nuove rilevanze hanno scalfito l’antica idea che la figura potesse risalite all’età del ferro o, addirittura, all’Alto Medioevo. Queste vecchie supposizioni si basavano sul rinvenimento di monete recanti l’immagine del Cavallo Bianco di Uffington. Inoltre dobbiamo ricordare che nelle vicinanze della figura si trovano importanti siti preistorici, che potrebbero collegarsi alla rappresentazione del cavallo sulla collina.  Un secondo dubbio che ha attanagliato la mente dei ricercatori riguarda l’animale rappresentato dalla figura: cavallo o altro? Esistono due fonti medievali che raccontano del geoglifo.
La prima è il rotolo di pergamena di Abingdon, scritto da monaci tra il 1072 e il 1084, che narra di mons albi equi ossia la collina del cavallo bianco a Uffington. La seconda fonte è un libro gallese che si chiama Llyfr Coch Hergest, il libro rosso di Hergest, scritto tra il 1375 e il 1425. All’interno del volume gallese si legge “vicino alla città di Abingdon c’è una montagna con una figura di stallone su di essa ed è bianca, nulla cresce su di essa”. Pochi dubbi che la figura rappresenti effettivamente un cavallo. Quindi siamo in presenza di un cavallo bianco su una collina che potrebbe risalire ad oltre 3000 anni fa e che dovrebbe essere in correlazione con la dea celtica di Epona. Ma la datazione e la correlazione non sono sufficienti a spiegare questa enorme figura visibile solo dal cielo o dall’altra parte della valle poiché, data l’angolazione del pendio su cui il cavallo è scavato, solo una piccola parte della stessa è visionabile dall’osservatore sul terreno.
Questo fatto potrebbe aprire scenari riferibili al sacro o al magico. L’archeologo dell’università di Southampton, Joshua Pollard, ha indicato l’allineamento del cavallo con il sole, in particolare in pieno inverno quando il sole sembra superare la figura, per avvalorare la tesi che il geoglifo sia stato creato come raffigurazione di un cavallo solare, riflettendo credenze mitologiche secondo le quali il sole era trasportato attraverso il cielo sopra un  cavallo, un carro o una chiatta.  Una domanda che sorge spontanea è relativa alla pulizia del sito e, in particolar modo, della figura. Fino al XIX secolo, ogni sette anni il cavallo era scavato nuovamente in occasione di una fiera locale che si svolgeva sulla collina. Durante questo ritrovo avvenivano battaglie con randelli, corse di cavalli, gare di rotolamento di oggetti e altri tipi di attrazioni per la folla. Questa fiera era già nota nel 1736 quando lo scrittore Francis Wise disse che “la cerimonia di pulizia del cavallo, da tempo immemorabile, è stata effettuata da un grande numero di persone proveniente dai villaggi delle vicinanze”. La manutenzione del cavallo fu sospesa solo durante la seconda guerra mondiale quando fu ricoperto da tappeti erbosi e siepi per non essere facilmente riconoscibile dall’alto. Il motivo di tale accorgimento? Non permettere ai piloti della Luftwaffe di utilizzarlo come riferimento durante i bombardamenti della Gran Bretagna.
Purtroppo negli ultimi anni temporanee manifestazioni pubblicitarie, tra cui quella del Grande Fratello versione inglese, hanno rischiato di intaccare la bellezza e la sacralità del luogo. La mancanza di rispetto per il nostro passato è prerogativa di questa stanca e vuota civiltà.
Fabio Casalini

BIBLIOGRAFIA

  • Bramwell, Peter (2009). Pagan Themes in Modern Children’s Fiction: Green Man, Shamanism, Earth Mysteries. New York: Palgrave Macmillan
  • Darvill, Timothy (1996). Prehistoric Britain from the Air: A study of space, time and society. Cambridge: Cambridge University Press.
  • Dyer, J (2001). Discovering Prehistoric England. Oxford
  • Miles, David; Palmer, Simon; Lock, Gary; Gosden, Chris; Cromarty, Anne Marie (2003). Uffington White Horse and its Landscape: Investigations at White Horse Hill, Uffington, 1989–95 and Tower Hill, Ashbury, 1993–4. Thames Valley Landscape Series. 18. Oxford: Oxford University School of Archaeology
  • Plenderleath, Rev. W.C. (1892). The White Horses of the West of England. London: Allen & Storr

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