L’UFO che non esiste nell’annunciazione di Carlo Crivelli

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Carlo Crivelli nacque a Venezia nel 1430 e morì ad Ascoli Piceno nel 1495.

Fu un importante pittore italiano.
Malgrado fosse originario di Venezia, apprese l’arte della pittura nella città di Padova e lavorò principalmente nelle Marche.
Divenne uno dei più importanti artisti del bacino dell’Adriatico, escludendo la città di Venezia.
Come per il precedente articolo dedicato alla Tebaide di Paolo Uccello, per procedere in questa narrazione devo spiegare un termine poco noto: clipeologia.
La clipeologia o paleoufologia è la branca dell’ufologia che si occupa dei presunti contatti con oggetti volanti non identificati che sarebbero avvenuti nel passato. Al pari dell’ufologia, anche la clipeologia è una pseudoscienza e le affermazioni dei suoi componenti non hanno valore scientifico.
Non saranno considerati scienziati ma il loro pubblico è in costante aumento.
In questo contesto mi sono interessato alle opere nelle quali, secondo questi ricercatori, appaiono dischi volanti. Esistono diversi dipinti o affreschi nei quali sarebbero rappresentati oggetti volanti non identificati.
In quest’articolo analizzerò l’Annunciazione di Ascoli, conosciuta come Annunciazione con Sant’Emidio, del pittore Carlo Crivelli.
L’opera è datata al 1486 e tuttora conservata al National Gallery di Londra.
Il dipinto è firmato OPVS CAROLI CRIVELLI VENETI 1486.
E’ sicuramente una delle opere più celebri del grande maestro, riconosciuta come uno dei capolavori del Rinascimento marchigiano.
La pala fu dipinta per la chiesa della Santissima Annunziata dei Frati minori osservanti di Ascoli Piceno.
Una piccola curiosità prima di addentrarci nell’analisi dell’oggetto identificato come UFO: all’interno del dipinto si possono leggere le parole LIBERTAS ed ECLESIASTICA, intervallate da tre stemmi, quello di Ascoli Piceno, quello di Innocenzo VII e quello del vescovo della città marchigiana dell’epoca, Prospero Caffarelli.
Secondo molti fautori della presenza di UFO all’interno dell’arte italiana, nell’opera del Crivelli vi sarebbe un disco volante non identificato al centro del dipinto, da cui dipartono raggi che colpiscono la Madonna, chiusa all’interno di una stanza.
Quali studiosi e quali riviste hanno avanzato questa ipotesi?
Iniziamo con Roberto Volterri di “Narrano Antiche Cronache”: «L’oggetto volante (perché di questo si tratta e non di una entità astratta, che non siamo in grado di identificare) potrebbe essere stato direttamente avvistato dal Crivelli, oppure potrebbe averne letto in ‘antiche cronache’ o potrebbe averne sentito parlare da conoscenti, riportando un fatto realmente accaduto con il mezzo a lui più familiare: la pittura!».
Ma questo è nulla!
Navigando per il web alla ricerca di siti che sostenevano la versione dell’oggetto volante non identificato, da qui in poi OVNI per brevità, nell’opera del Crivelli mi sono imbattuto in una pagina intitolata Ufo nell’arte e nel passato. Gli autori si spingono a scrivere che l’Annunciazione di Ascoli sia «un quadro difficilmente individuabile sia nei libri di storia dell’arte sia nelle gallerie. Un’immagine molto suggestiva, enigmatica la cui spiegazione risiede nel profondo della coscienza del pittore che probabilmente la vide e la scambiò per un segno divino, decidendo di immortalarla in uno dei suoi quadri, proprio a sfondo religioso».
Carlo Crivelli questo sconosciuto!
L’annunciazione di Ascoli opera non rintracciabile nei libri di storia dell’arte.
Ci sarebbe da ridere se non occorresse piangere, a causa della mancanza di cultura di certi personaggi.
Il problema si pone perché queste persone, queste pagine, questi siti sono seguiti da un pubblico in deciso aumento.
Ultimo articolo che vi presento è intitolato: Gli Ufo del Crivelli: un testimone oculare di incontri ravvicinati nel Medioevo?
Inserire Carlo Crivelli nel Medioevo appare complesso, anche se molti studiosi identificano con il viaggio di Cristoforo Colombo l’inizio dell’era moderna.
Quest’aspetto è marginale rispetto a quello che si legge all’interno dell’articolo: «dd attrarre la nostra curiosità è però la particolarità del corpo nuvoloso: questo appare quasi solido, con una struttura circolare e decisamente diverso dalle nubi circostanti. Potrebbe trattarsi solamente del cerchio solare (emanazione diretta dell’energia divina) oppure di un oggetto visto realmente dal Crivelli e da lui qui rappresentato. A riprova di questa seconda ipotesi colpisce proprio la ‘solidità’ dell’oggetto, che non è un’entità astratta; inoltre non si può non riconoscere la somiglianza della ‘nube’ con un UFO recentemente avvistato nel gennaio 1999 in Veneto. Al lettore giudicare».
Perfetto, al lettore giudicare.
Utilizzo le parole di Stefano Zuffi, contenute nel testo “Il Quattrocento” edito nel 2004, per spiegare l’iconografia presente nell’Annunciazione di Carlo Crivelli: «Attraverso un buco nella parete un raggio divino accompagna il volo della colomba dello Spirito Santo, che giunge su Maria umilmente inginocchiata davanti al leggio su cui stava consultando i Vangeli».
Vi propongo delle comparazioni con altre opere famose che riportano una analoga iconografia.
L’annunciazione di Giovanni da Fiesole, detto Beato Angelico, è un’opera conservata al Museo Prado di Madrid. E’ databile intorno agli anni trenta del Quattrocento.
Analizzando il capolavoro si nota un raggio di luce divina che scende dall’angolo in alto a sinistra e, attraverso la colomba che rappresenta lo Spirito Santo, va ad illuminare la Madonna, che si piega accettando l’incarico.
Un secondo capolavoro assoluto che utilizzo per effettuare i raffronti è l’Annunciazione di Raffaello Sanzio. La rappresentazione è visibile all’interno della Pala degli Oddi, dipinto a olio su tavola, poi trasportata su tela, databile tra il 1502 e il 1503. L’opera è conservata presso la Pinacoteca Vaticana. In questo caso vorrei porre l’attenzione non sul fascio di luce, ma sulla presenza che campeggia nello sfondo del dipinto: è facilmente rintracciabile la figura di Dio appoggiata sopra delle nubi.
Le due rappresentazioni, del Beato Angelico e di Raffaello, permettono di comprendere come sia stata spesso utilizzata l’iconografia presente anche nel dipinto di Crivelli: le nubi ed il fascio di luce.
Qualora esistano ancora degli scettici rispetto alle spiegazioni razionali, basate sulla comparazione tra opere con medesimo soggetto, li invito ad ingrandire la magnifica annunciazione del Crivelli: il decantato oggetto volante non identificato è formato da un cerchio di nubi al cui interno stanno due cerchi di angeli.
I ricercatori, o presunti tali, che s’inventano oggetti volanti nelle opere dei grandi maestri della pittura italiana dovrebbero leggere libri di storia dell’arte, dove scoprirebbero che Carlo Crivelli e la sua annunciazione non sono per nulla dimenticati.
Nessuno ha nascosto nulla, vi siete inventati una bella storia.

BIBLIOGRAFIA

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