Il passaggio della cometa di Halley nell’arazzo di Bayeux

Bayeux è posta nella bassa Normandia ed è conosciuta per il famoso arazzo, che prende il nome dalla città stessa, per la cattedrale gotica e per il fatto d’essere stata la prima città ad essere liberata dai nazisti nel 1944. 

Il 16 giugno 1944 il Generale De Gaulle fece il suo primo discorso nella libera terra francese.

L’arazzo di Bayeux, e della Regina Matilde, è un tessuto ricamato realizzato in Normandia o in Inghilterra nella seconda metà del secolo XI. La narrazione prende spunto dagli avvenimenti chiave relativi alla conquista normanna dell’Inghilterra del 1066: tra questi eventi spicca la battaglia di Hastings.
L’arazzo è considerato un documento dal valore inestimabile per la conoscenza della Normandia e dell’Inghilterra del secolo XI, anche se potrebbe essere considerata come un’opera di propaganda a favore di Guglielmo il Conquistatore.
Sino al secolo XVIII era conservato presso la Cattedrale di Bayeux, gioiello gotico del nord della Francia.
Oggi è visitabile presso il Centre Guillaume-le-Conquérant.
L’arazzo, costituito da varie pezze, ha una lunghezza totale di 68,30 metri e contiene la raffigurazione di 626 persone, 202 cavalli, 505 animali d’altro genere, 37 edifici e 49 alberi. In totale i soggetti rappresentati sono oltre 1500 e forniscono una perfetta rappresentazione del secolo XI.
Purtroppo ancora non è stato possibile risalire al committente, all’esecutore ed al luogo di fabbricazione del notevole manufatto. Dom Bernard de Montfaucon, che nel XVIII secolo fece conoscere l’arazzo alla comunità scientifica, attribuì l’opera alla moglie di Guglielmo il Conquistatore, la regina Matilde, basandosi su una leggenda locale e su alcune considerazioni, tra le quali la reputazione delle donne anglosassoni per complicati lavori di tessitura e la frequenza con cui appare, nelle cronache, la notizia di mogli indaffarate a confezionare manufatti commemorativi delle gesta dei mariti.
Singolare come nel secolo successivo uno studioso, l’abate Gervais de La Rue, attribuì l’arazzo ad una donna di nome Matilde diversa dalla precedente: non più la moglie bensì la pronipote del Conquistatore. Il religioso basò le proprie supposizioni, sull’attribuzione del lavoro, sul fatto che il manufatto non poteva aver resistito al terribile incendio che danneggiò la cattedrale di Bayeux nel 1106. L’abate avanzò l’inizio della lavorazione al 1162.
Nel XIX secolo gli studiosi si rifiutarono d’attribuire a mano femminile il manufatto. Nel corso dell’Ottocento apparve l’ipotesi Oddone quale committente dell’opera.
Oddone di Bayeux è la figura più importante all’interno della narrazione dell’arazzo dopo Guglielmo il Conquistatore. Sono pochi i personaggi ai quali fu attribuito un nome all’interno della lavorazione: tre di queste persone furono vassalli di Oddone.
Nel manufatto vi è una scena ove Godwinson giura fedeltà a Guglielmo sopra alcune reliquie a Bayeux, quindi sotto l’autorità religiosa d’Oddone.
Per contro, il ruolo d’Oddone nella battaglia di Hastings è appena menzionato nelle fonti non direttamente legate all’arazzo.
Molte ipotesi e poche certezze. Tra queste la presenza, all’interno della rappresentazione, di una cometa, identificata come la Cometa di Halley, osservabile dall’Inghilterra nell’aprile del 1066.
La cometa di Halley è la più famosa e brillante delle comete periodiche che passano per le regioni interne del sistema solare ad intervalli di decine d’anni. E’ così chiamata in onore d’Edmond Halley, che per primo ne predisse il ritorno. L’astronomo s’accorse che le caratteristiche della cometa del 1682 erano simili a quelle della stessa apparsa nel 1531, della quale diffuse notizia Pietro Apiano, e nel 1607, osservata da Giovanni Keplero. Halley concluse che tutte e tre le comete erano lo stesso oggetto che ritornava visibile agli astronomi con un intervallo regolare. Halley predisse il ritorno tra la fine del 1758 e l’inizio del 1759.
Halley aveva ragione, la cometa fu vista la notte di Natale del 1758 da Johann Georg Palitizsch.
Il grande astronomo non visse abbastanza da vedere il passaggio da lui profetizzato: morì nel 1742.
I calcoli di Halley permisero d’individuare le prime apparizioni della cometa nella documentazione storica: nel 1066 si pensò fosse un presagio. Più tardi quell’anno Aroldo II d’Inghilterra morì nella battaglia di Hastings.
All’interno dell’arazzo di Bayeux l’apparizione della cometa di Halley è situata tra la scena dell’incoronazione di Harold, avvenuta nel gennaio del 1066, e l’annuncio a lui recato della possibile invasione normanna, riuniti alla foce del Dives, fiume della Normandia, nell’agosto del 1066.
Nel manufatto appare la scritta isti mirant stella, in altre parole essi guardano una stella. All’esterno del palazzo, sono visibili sei uomini in preda allo spavento che additano una palla di fuoco con la coda che appare nel cielo sopra le loro teste.
La cometa fu visibile in Inghilterra tra il 1 maggio e il 24 agosto del 1066.
L’arazzo consente una conoscenza di fatti storici dei quali si hanno poche altre informazioni.
La vita del secolo XI ci appare in tutto il suo splendore.

Fabio Casalini


Bibliografia
Wilson, David M. – The Bayeux Tapestry: the complete tapestry in colour – Londra, Thames and Hudson, 1985
Rud, Modens – The Bayeux Tapestry and the Battle of Hastings 1066 – Copenaghen, Christian Eilers, 1992
Sito ufficiale del Museo dell’arazzo di Bayeux
Sito ufficiale del turismo in Normadia


FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità… sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.

BIBLIOGRAFIA

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