Dies Natalis Solis Invicti, le radici pagane del Natale

Tempo di lettura: 7 minuti

Nel Rinascimento si formò l’idea che il cristianesimo sia stato pesantemente influenzato dal mitraismo e dal culto del Sol Invictus, o addirittura che trovi in loro la sua radice vera.
Esistono fonti che ci permettano di comprendere l’influenza del culto solare nei confronti del cristianesimo?

V secolo, Roma.

Papa Leone I scriveva: «È così stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani, prima di entrare nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dopo aver salito la scalinata, si volgono verso il Sole e piegando la testa s’inchinano in onore dell’astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che è ripetuto per mentalità pagana. I cristiani devono astenersi da ogni apparenza d’ossequio a questo culto degli dei.» [1]
Il Sol Invictus, per esteso Deus Sol Invictus, era un appellativo religioso usato per diverse divinità nel tardo impero romano, tra cui Helios, El-Gabal e Mitra, che finirono per essere assimilate in un monoteismo solare.
Il culto del Sol Invictus ebbe origine in Oriente, dove le celebrazioni del rito della nascita del Sole prevedevano che i celebranti, ritiratisi in appositi santuari, uscissero a mezzanotte annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato come un infante. Questi riti si celebravano in Egitto e Siria.
L’usanza sparì con la diffusione della nuova religione?
Cosma da Gerusalemme testimonia che ancora nel VII secolo s’effettuavano tali cerimonie nella notte tra il 24 ed il 25 dicembre.
Possiamo affermare che ancora nel 600 le celebrazioni della vergine che partorisce il Sole si effettuavano in paesi dell’Oriente.
Una domanda sorge spontanea: quando il Dio Sole Invitto entrò nelle celebrazioni dei romani?
Il culto acquisì importanza nella città di Roma grazie all’imperatore Eliogabalo che tentò d’imporre il culto d’Elagabalus Sol Invictus, il Dio Bolide della propria città natale, Emesa in Siria. L’imperatore fece costruire un tempio dedicato al nuovo Dio sul Palatino. La morte violenta dell’imperatore, nel 222, comportò la cessazione delle celebrazioni. Tale avvenimento ricorda gli accadimenti dell’Antico Egitto dove il faraone Akhenaton cercò d’imporre il monoteismo, tramite la sostituzione dei culti precedenti con quello relativo al Dio Aton. Alla morte del faraone, il dio e la rivoluzione religiosa d’Akhenaton furono coperti da damnatio memoriae. Una piccola differenza esiste: le celebrazioni continuarono fuori delle mura di Roma, ma all’interno dei confini dell’impero.
Nel 272, Aureliano riuscì a sconfiggere la Regina Zenobia del Regno di Palmira grazie all’intervento, provvidenziale, delle truppe della città stato d’Emesa. L’imperatore ammise d’aver avuto la visione del dio Sole d’Emesa che interveniva in aiuto delle truppe. L’imperatore fece ritorno a Roma con le truppe ed i sacerdoti del Dio Sol Invictus, ufficializzando così il culto solare d’Emesa. Edificò un tempio sul Quirnale e creò un nuovo corpo di sacerdoti, i pontifices solis invicti.
Possiamo pensare che Aureliano cercò di unificare, sotto le sembianze del Sol Invictus, varie divinità presenti nell’impero?
Vorrei ricordare che Giove e Apollo erano identificati con il sole.
Tertulliano asserì che molti romani pensavano che i cristiani adorassero il Sole.
Aureliano fece del Dio Sole la principale divinità dell’impero romano. Con molte probabilità risale al periodo dell’imperatore la nascita della festa solstiziale del Dies Natalis Solis Invicti, in altre parole il giorno di nascita del Sole Invitto.
La data che fu scelta s’innestava con la festa più antica ed importante dell’impero, i Saturnali.
Quale data fu scelta?
Il 25 dicembre come data per la celebrazione del Sole Invitto è riportata solo nel Cronografo del 354.[2]
Nel regno di Licinio la celebrazione del Sol Invictus si svolse il 19 dicembre. [3]
La celebrazione avvenne in date diverse dal 19 o dal 25 dicembre: vi sono esempi che avvenisse dal 19 al 22 d’ottobre.[4]
Le celebrazioni legate al Dio Sole come s’intersecano con la nuova religione?
Legami tra il Sole e la figura del Messia compaiono in una profezia biblica di Malachia: « la mia giustizia sorgerà come un Sole e i suoi raggi porteranno la guarigione…il giorno in cui io manifesterò la mia potenza, voi schiaccerete i malvagi.»[5]
Le associazioni tra il Sole e il Messia appaiono anche nei manoscritti del Mar Morto: « La sua parola è come parola del cielo; il suo insegnamento è secondo la volontà di Dio. Il suo eterno Sole splenderà e il suo fuoco sarà fulgido in tutti i confini della terra; sulla tenebra splenderà. Allora la tenebra sparirà dalla terra, l’oscurità dalla terraferma. »[6]
La prima testimonianza del Natale cristiano, successiva al Cronografo del 354, risale al 380, grazie ai sermoni di Gregorio di Nissa.
La festa del Natale di Cristo non è riportata negli antichi calendari delle feste cristiane: gli adepti della nuova religione prediligevano altre festività quali la Pasqua, l’Epifania e il concepimento.
Il 380 lo possiamo definire uno spartiacque: la religione del Sol Invictus restò in uso sino all’editto di Tessalonica del 27 febbraio, con cui Teodosio stabiliva che l’unica religione di Stato era il Cristianesimo di Nicea.
Le religioni imposte per legge con gran difficoltà attecchiscono immediatamente.
Il culto del Sole continuò ad attraversare i secoli.
XII secolo, verso la fine.
Un vescovo siriano ammette: «Era costume dei pagani celebrare al 25 dicembre la nascita del Sole, in onore del quale accendevano fuochi come segno di festività. Anche i Cristiani prendevano parte a queste solennità. Quando i dotti della Chiesa notarono che i Cristiani erano fin troppo legati a questa festività, decisero in concilio che la \”vera\” Natività doveva essere proclamata in quel giorno.»
Jacob bar-Salibi, vescovo siriano, permette di comprendere come alla fine del XII secolo ancora si ricordava la sovrapposizione del culto solare con il cristianesimo delle origini.

[1]Sermone tenuto da Papa Leone I nel Natale del 460
[2]Il Cronografo è un calendario illustrato per l’anno 354, accompagnato da altri testi e illustrazioni, opera del calligrafo Furio Dionisio Filocalo, il cui nome è riportato nella dedica sulla prima pagina del codice, offerto ad un aristocratico romano di fede cristiana di nome Valentino. Secondo gli studiosi il Cronografo contiene documenti risalenti almeno al 336
[3] L’ordine ufficiale dato all’esercito di Licinio di celebrare la festa il 19 dicembre, è contenuta in un’iscrizione citata in “Official Policy towards Oriental Cults in the Roman army” di Allan Hoey, 1939
[4] Secondo il Cronografodel 354 in quelle date si svolgevano i Giochi del Sole
[5] Libro di Malachia, 3, 20-21
[6] Giovanni Ibba – Qumran. Correnti del pensiero giudaico – Carocci, Roma, 2007
Immagini
1- Sol Invictus presso il Museo Nazionale Romano
2- Moneta coniata nel 216. A sinistra testa laureata. A destra il Sole tiene in mano il globo.
3- Rappresentazione di Mitra e del Sol Invictus presso i Musei Vaticani.
4- Moneta coniata nel 274. Aureliano con la corono radiata.
5- Moneta del tempo di Costantino con rappresentazione del Sol Invictus.
6- Mosaico del III secolo rinvenuto presso la necropoli cristiana sotto la Basilica di San Pietro. Tra le ipotesi la visione di Cristo rappresentano come il Dio Sole-Apollo.

BIBLIOGRAFIA

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