Padre Pio, tra santità ed inganno

Il miracolo è un fenomeno straordinario ed estraneo alle leggi di natura attribuito ad un intervento soprannaturale. [definizione di miracolo nel dizionario Garzanti]

Natale 2015. Tra i regali, una piccola confezione attira il mio sguardo. Il mittente lo conosco da molto tempo. Al giungere del piccolo dono la curiosità si mescola alla sorpresa. In tanti anni non si era mai instaurata l’usanza dello scambio doni. Finite le operazioni dei miei figli apro il pacchetto. Il contenuto l’avevo compreso dalla forma, il tema ancora ambiguo ma di grande interesse per il sottoscritto.
All’interno del libro vi erano due richiami che non potevano sfuggire al mio cercare.
Il primo, sottolineato con evidenziatore, riporta due lettere firmate il cui testo riporto integralmente:
Carissima Maria, Gesù ti conforti sempre e ti benedica. Vengo a chiederti un favore. Ho bisogno di avere da 200 a 300 grammi di acido fenico puro per sterilizzare. Ti prego di spedirmela la domenica e farmela mandare dalle sorelle Fiorentino. Perdona il disturbo”.[1]
Il testo della seconda: “Avrei bisogno di un 4 grammi di veratrina. Ti sarei molto grato se me la procurassi, e me la mandassi con sollecitudine”.[2]
Acido fenico e veratrina. Conosco poco.
Iniziano le ricerche.
L’acido fenico fu scoperto nel 1834 da F. Runge. Nel 1841 A. Laurent lo denominò idrato di fenile o acido fenico. Nel 1865 fu usato come antisettico su una ferita dal medico scozzese Lister. Da quel momento il fenolo fu usato nella disinfezione delle sale operatorie e degli attrezzi chirurgici. [3]
La richiesta di quel biglietto si riferiva alla disinfezione delle siringhe usate per i giovani chierici. Vorrei aggiungere che l’acido fenico utilizzato puro, come da biglietto firmato, è velenoso per l’organismo umano. Il suo utilizzo può provocare bruciature ed ustioni sul corpo. [4]
La veratrina deriva da una liliacea della cordigliera del Messico. Nel caso in cui la veratrina fosse posta sulla pelle potrebbe provocare bruciore e talvolta vescicazione.
A questo punto ritengo che l’argomento di queste ricerche sia stato compreso da tutti: le stigmate di Padre Pio, ora San Pio.
Inganno o Santità?
Non aggiungerò quasi nulla di mio, mi limiterò a riportare quello che non è noto al grande pubblico. Ogni persona è libera di credere al soprannaturale. Io credo esclusivamente alle prove documentali. Il caso vuole che si possono trovare in gran quantità all’interno di questa vicenda controversa.
Scendo rapidamente nel testo per trovare il secondo appunto dell’amico. Il riferimento è preciso e circostanziato: “…L’accaduto – cioè la scoperta per mezzo di filmini, si vera sunt quae refentur, dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona – fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente. Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentazione provandum, e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti. [..] Motivo di tranquillità spirituale per me, e grazia e privilegio inestimabile è il sentirsi personalmente puro da questa contaminazione che da ben quaranta anni ha intaccato centinaia di migliaia di anime istupidite e sconvolte in proporzioni inverosimili”.[5]
Lo scritto in questione fu annotato nel giugno del 1960 sul diario di Papa Giovanni XXIII. La frase è solo il finale di una lunga riflessione di Giuseppe Angelo Roncalli, il papa venuto da Sotto il Monte e ricordato con l’appellativo di Papa Buono.

La chiesa si è arricchita con la credulità e lo sfruttamento delle masse, oggi è un immenso potere finanziario. [Karlheinz Deschner – Storia criminale del Cristianesimo]

Due richiami forti alla mia persona.
Inizio una ricerca sulla storia di Francesco Forgione, per tutti Padre Pio, oggi San Pio.
Devo tornare indietro nel tempo per iniziare a comprendere.
Da dove partire?
Penso che il momento cruciale si possa trovare nell’apparizione delle stigmate.
Le stigmate apparvero il 7 settembre del 1910.
Durarono pochi giorni e scomparvero all’occhio umano.
Le ferite ritornarono il 20 settembre del 1915.
Scomparvero nuovamente.
Si giunge all’agosto del 1918.
Padre Pio afferma d’avere visioni su di un personaggio che lo trafigge con una lancia lasciando aperta la ferita.
Poco dopo, in seguito ad una nuova visione, afferma che avrebbe ricevuto le stigmate.
Il fatto desta scalpore.
Crea attenzione.
Le stigmate giungono.
La popolarità del frate, contestualmente anche di San Giovanni Rotondo, non trovano orizzonti finiti.
Il 15 e 16 maggio del 1919 un medico dell’ospedale civile di Barletta studia le ferite concludendo che: “Le lesioni che presenta alle mani sono ricoperte da una membrana di colore rosso bruno, senza alcun punto sanguinante, niente edema e niente reazione infiammatoria nei tessuti circostanti. Ho la certezza che quelle ferite non sono superficiali”.
Il 26 luglio del 1919 giunge a San Giovanni Rotondo il professor Amico Bignami, ordinario di patologia medica presso l’Università di Roma. Il professore non arriva in Puglia per una visita privata, è inviato direttamente dal Sant’Uffizio, allarmato dal crescente clamore che circola intorno alla figura di Francesco Forgione. Le conclusioni finali del professor Bignami non si discostano molto dalle precedenti. Afferma che le ferite potevano essere cominciate come prodotto patologico, ma che erano state completate, forse, con un mezzo chimico, come la tintura di iodio. [6]
La tintura di iodio vecchia, per l’acido iodidrico che vi si sviluppa, diventa irritante e caustica.
In questa situazione s’inseriscono le lettere firmate da Padre Pio indirizzate al farmacista per la richiesta d’acido fenico e veratrina.
Si giunge al 1920.
Il cardinale Merry Del Val incarica padre Agostino Gemelli di eseguire un esame clinico delle ferite del frate di Pietralcina.
Padre Gemelli è una figura importante del Novecento italiano, non fosse altro per essere il fondatore dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Agostino Gemelli è medico, psicologo e religioso.
L’incontro tra i due è burrascoso.
Teso.
Padre Pio non voleva incontrare il medico.
Il rapporto di Gemelli è particolare poiché in una prima lettera al sant’Uffizio asserisce che Padre Pio era un uomo di vita encomiabile, che però non gli pareva un mistico.
In una seconda lettera cambia repentinamente opinione e scrive. “Padre Pio è uno psicopatico ignorante, indulge in automutilazione e che si procura artificialmente le stigmate allo scopo di sfruttare la credulità della gente”.

Automutilazione, argomento interessante. 
Mutilazione ed autoflagellazione, pratiche presenti da sempre nel Cristianesimo basti pensare ad Ignazio di Loyola oppure a Josemaria Escrivà, fondatore del discusso Opus Dei.
Un passaggio ritengo importante in questo contesto: \”Se ad un bambino viene imposto di non masturbarsi con minacce e terrore ha davanti a se due scelte, o farlo di nascosto mettendo in atto delle strategie per non venire scoperto o fustigarsi, imporsi privazioni, mortificazioni al fine di far proprio l’ammonimento. Nel primo caso diventerà un uomo nel senso che avrà imparato che la sua persona è importante e che deve essere protetta con delle strategie difensive, nel secondo caso diventerà un malato di morte il cui scopo sarà quello di imporre la propria malattia agli altri. In questo Francesco Forgione divenne abilissimo.  [..] La perversione sessuale arrivò al punto tale che a nove anni la madre lo sorprese a flagellarsi, cioè a reprimere le sue pulsioni sessuali. Si giustificò con la madre affermando che stava imitando il supplizio ricevuto da Gesù\”. [7]

L’esame clinico non fu mai effettuato da padre Gemelli, perciò dobbiamo appellarci al senso di responsabilità di questa persona, alquanto controversa, che però ha creato una delle migliori Università italiane. [8]
I giudizi di Agostino Gemelli condizionano il Sant’Uffizio e la vita del francescano residente a San Giovanni Rotondo.
Il 31 maggio del 1923 giunge il decreto in cui si pronuncia la condanna esplicita: il Sant’Uffizio dichiara il non constat de supernaturalitate circa i fatti legati alla vicenda di Padre Pio. Il Vaticano squalifica il frate a persona normale, senza alcun rapporto con il soprannaturale. Nella stessa condanna s’invitano i fedeli a non credere agli eventi ed a non recarsi a San Giovanni Rotondo.

Assai sorprendente che le ricchezze degli uomini di chiesa si siano originate dai principi di povertà. 
[Charles-Louis de Montesquieu]

Queste iniziali ricerche a quali conclusioni mi conducono?
La prima riguarda la visione di Papa Giovanni XXIII: scrive in modo esplicito, ad oltre 40 anni dal manifestarsi degli eventi, che ci si trova di fronte ad un grande inganno perpetrato da Padre Pio ai poveri ed indifesi fedeli.
La seconda concerne le parole utilizzate da Padre Gemelli, fondatore dell’Università Cattolica di Milano, che appella Padre Pio come ignorante e psicopatico.
La domanda sorge spontanea, per quale motivo lo hanno santificato se un Papa, ritenuto uno dei più buoni della cristianità, riteneva che avesse distrutto la moralità di centinaia di migliaia di povere anime?
Nelle prossime settimane tornerò cronologicamente ad analizzare i fatti ripartendo dalle conclusioni del 1923 del Sant’Uffizio.
In un secondo momento dovrò rispolverare il successore di Giovanni XXIII, Paolo VI, il papa sotto il cui pontificato si è verificato lo scandalo IOR – Marcinkus – Sindona.

Fabio Casalini

Bibliografia
– Allegri Renzo, I miracoli di Padre Pio. Mondadori. 1993
– Gemelli Agostino, Contro Padre Pio. Mimesis edizioni. 2010
– Guarino Mario, Santo Impostore. Kaos. 1999
– Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013

Le fotografie di Padre Pio sono state scattate in Italia (o in territorio italiano) e sono ora nel pubblico dominio poiché il copyright è scaduto.

1- Padre Pio celebra messa
2- Padre Pio incontra monsignor Lefebvre a San Giovanni Rotondo


[1] Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013. Pagina 96
[2] Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013. Pagina 97
[3] In merito si guardi Enciclopedia Treccani
[4] in merito si guardi Enciclopedia Treccani
[5] Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013. Pagina 102
[6] Allegri Renzo, I miracoli di Padre Pio, Mondadori editore, 1993
[7] Renzetti Roberto, San Francesco e i crimini dei francescani. Tempesta editore. 2013. Pagina 94
[8]Padre Gemelli nel 1938 appoggia le leggi razziali. Secondo Cuomo il Gemelli sarebbe tra i 360 aderenti al manifesto degli scienziati razzisti. La figura di quest’uomo è spesso al centro di accuse di antisemitismo a causa di un suo articolo apparso sulla rivista dell’Università Cattolica, di cui al momento della pubblicazione era rettore.

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