Yehoshua ben Yosef, Gesù figlio di Giuseppe

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«Dovrebbe essere stato ormai abbondantemente chiarito che Gesù e gli esseni erano contemporanei, e che vi sono molte probabilità che Gesù abbia avuto una sommaria conoscenza delle loro dottrine e pratiche religiose, della loro interpretazione della Bibbia e dei loro costumi sociali. È possibile che egli sia stato influenzato da loro anche senza aver dovuto visitare il monastero di Qumran; e non si può escludere che abbia osservato alcune pratiche religiose degli esseni non-qumranici »[1]
Gli Esseni furono una corrente religiosa, e forse politica, della popolazione ebraica. Erano un gruppo di rigorosi osservanti che abbandonarono Gerusalemme, in forte dissenso con il modo in cui il Tempio era gestito dagli alti sacerdoti. Gli Esseni erano raccolti in una comunità monastica nella quale si accedeva dopo giuramento. Si restava al suo interno in seguito all’osservanza di regole scritte e riportate in un manuale nell’attesa della fine dei tempi. Yehoshua ben Yosef, Gesù figlio di Giuseppe, nacque in un villaggio della Galilea, nel nord di Israele, chiamato Nazareth. Il villaggio distava pochi km dalla capitale della regione, Sefforis, motivo per il quale possiamo immaginare il giovane Yehoshua a contatto con ambienti vivaci sia dal punto di vista religioso che commerciale.  Yehoshua nacque in una regione militarmente occupata governata da un Re, Erode, costretto all’obbedienza nei confronti dell’invasore romano. Della sudditanza di Erode nei confronti di Roma resta, ad immortale memoria, la costruzione del porto sulle sponde del Mediterraneo. Non tanto la costruzione, quanto il nome che fu dato alla nuova città, ci ricorda la sottomissione: Cesarea, in onore dell’imperatore. Con molta probabilità tale gesto piacque ai romani. Per analizzare l’ambiente religioso del periodo di Yehoshua dobbiamo rifarci allo storico Flavio Giuseppe, il quale accenna a tre principali correnti religiose: sadducei, farisei ed esseni. Degli Esseni poco si conosceva sino al ritrovamento, negli anni quaranta del secolo scorso, dei Rotoli del Mar Morto.  Oltre ad essere una corrente religiosa, quali caratteri li distinguevano?

Castelseprio (Va), chiesa di Santa Maria foris portas
«Gli Esseni erano considerati dei pacifici, anzi dei pacifisti: venivano a patti con le autorità. Erode poté utilizzare uno dei loro profeti come propagandista del proprio governo. Tuttavia il loro carattere apparentemente pacifico non deve trarre in inganno. Questi singolari \”pacifisti\” sognavano una strage imminente, nella quale essi, insieme con gli angeli di Dio avrebbero massacrato i figli delle tenebre, tra i quali erano compresi tutti gli stranieri e tutti gli infedeli del loro paese (cfr. Rotolo della Guerra). A differenza del movimento di resistenza essi rinunciavano certo a realizzare con metodi terroristici la volontà di Dio nel presente ma proprio per questo gioivano del grande terrore che si sarebbe instaurato negli ultimi giorni. Probabilmente gli Esseni videro nella rivolta giudaica del 69-70 la grande guerra della fine dei tempi: uno di loro di nome Giovanni, vi fu coinvolto in qualità di comandante di alcuni settori della Giudea (G.Flavio: De Bello Judaico); altri esseni vennero barbaramente torturati durante la guerra e il loro centro di Qumran fu distrutto»[2]. Gli Esseni erano apocalittici, osservanti rigorosi nell’attesa della fine dei tempi. Perché tanto interesse nei confronti degli Esseni e della loro presenza nella vita di Yehoshua?
Massino Visconti, chiesa dedicata all’arcangelo Michele
Il motivo è da ricercarsi nelle vicende legate a Giovanni Battista. Si discute ancora oggi sui possibili legami tra Giovanni e gli Esseni poiché la comunità monastica, che viveva nel deserto, aspettava l’avvento del Messia e praticava il battesimo come rito di purificazione. Giovanni Battista dichiarò di riconoscere in Gesù il Messia annunciato dai profeti. Il momento culminante di questa vicenda lo troviamo nel battesimo di Yehoshua. Il battezzante dichiarò: «ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo»[3] Alcuni studiosi, dando per scontata l’appartenenza del Battista alla comunità degli Esseni, dichiara l’allontanamento del profeta dal gruppo apocalittico: «Giovanni è così vicino agli Esseni da non potersi escludere che abbia fatto parte della loro comunità, ma dovette lasciarla perché contrario alla loro tendenza settaria e perché voleva rendere possibile la conversione in vista del perdono dei peccati a tutti gli Israeliti»[4]
Como, basilica dedicata a Sant’Abbondio
La tesi che Gesù potesse appartenere agli esseni, e quindi essere un profeta apocalittico, nacque nel periodo dell’Illuminismo con gli scritti di Voltaire. Ernest Renan nel 1893 con il libro Vita di Gesù asseriva che il cristianesimo è una sorta d’essenismo vincente. In conclusione, sia Voltaire sia Renan, non disponevano delle informazioni riconducibili ai rotoli di Qumran.
Un ultimo punto, relativamente agli Esseni, deve interessare questo scritto.
Benedetto XVI afferma che «..ci colpisce la devota serietà di questi scritti: sembra che Giovanni Battista, ma forse anche Gesù e la sua famiglia, fossero vicini a questa comunità..». Il termine “questi scritti” è riferito ai rotoli di Qumran, mentre “comunità” è riconducibile agli Esseni. Anche per Papa Benedetto XVI è possibile che Gesù fosse un appartenente, o quantomeno molto vicino, alla comunità degli esseni.
Yehoshua l’Esseno? In caso di risposta affermativa dovremmo pensare a Gesù come ad un profeta apocalittico?
Questa situazione la possiamo ritrovare negli scritti di Albert Schweitzer, filosofo e teologo luterano nato a Kaysersberg nel 1875 e morto a Lambaréné nel 1965. Schweitzer fu seguito anche da Bart Ehrman che riprese le idee del teologo alsaziano per confermare la natura profetica – apocalittica di Gesù.[5]
Una domanda sorge spontanea: come mai tutto questo non appare nei Vangeli?
Facciamo un passo indietro. Ogni religione, quindi anche il Cristianesimo, è fondata su degli scritti che ne costituiscono il canone. Esso è formato da quattro vangeli, tre dei quali sono detti sinottici a causa dei numerosi elementi che li rendono simili. Sono i vangeli di Luca, Matteo e Marco. Si ritiene che risalgano al 70, poco dopo la distruzione di Gerusalemme da parte dell’imperatore Tito. Il quarto, quello di Giovanni, è molto più tardo, si presume risalga nel periodo compreso tra la fine del I e gli inizi del II secolo. Urge ricordare che i nomi attribuiti ai vangeli non corrispondono a persone fisiche ma bensì a scuole di pensiero dottrinale. Insieme ai vangeli vi sono altri 23 testi a formare il Nuovo Testamento tra cui gli atti degli apostoli ed il libro dell’Apocalisse. I quattro vangeli erano i soli a narrare le vicende di Gesù? Assolutamente no, vi erano molti altri testi noti come apocrifi. Il termine apocrifo potrebbe essere tradotto in “da nascondere” o “riservato a pochi”. Essi sono un insieme di testi che decisero di scartare poiché non in linea con i restanti scritti ed inoltre vennero additati come portatori di tradizioni misteriose ed esoteriche. Quando furono scartati i vangeli apocrifi? Non ha valenza storica, forse, ma piace ricordare Voltaire quando diceva: «I padri del concilio distinsero tra libri delle scritture ed apocrifi grazie ad un espediente piuttosto bizzarro; avendoli collocati alla rinfusa sull’altare vennero detti apocrifi quelli che caddero per terra»
L’ironia di Voltaire ci riporta alla difficoltà di comprensione della scelta. Altri scrittori si scagliano contro il comune pensare che detti scritti furono scelti nel concilio di Nicea del 325.

Roma, Basilica dedicata a San Clemente
Tra i tanti cito Andrew Hunwick: «il problema della distinzione tra vangeli spuri ed autentici non è stato discusso nel primo concilio di Nicea. L’aneddoto è inventato. Compare nel testo clandestino la religione cristiana analizzata di Dumarsais, pubblicato da Voltaire in forma ridotta in Raccolte Essenziali nel 1765»[6]
Non esistono certezze sulla scelta. Tornando alla domanda principale, perché non appare il legame tra Gesù e gli Esseni nei vangeli? La risposta sorge spontanea: nessuno dei redattori degli scritti è stato testimone diretto degli eventi narrati. I testi furono quindi modificati per renderli similari?
Risposta difficile da fornire.
Negli avvenimenti narrati pochi punti sono fermi.
Gesù non ha mai detto di voler fondare una religione che ne portasse il suo nome.
Gesù non ha mai detto di essere nato da una vergine che lo aveva concepito grazie all’intervento dello spirito santo.
Gesù non ha mai scritto nulla, se non poche parole nella sabbia.
Gesù non ha chiesto che la sua vita fosse narrata tramite i vangeli.
Gesù non ha mai istituito alcuna gerarchia ecclesiastica.
Gesù non ha mai parlato di precetti e cariche.
Gesù non ha dato importanza al battesimo.
Gesù di Nazaret figlio di Giuseppe era un ebreo e rispettava le leggi dei Padri. [7]


[1]  J. H. Charlesworth, Gesù nel giudaismo del suo tempo, Claudiana, Torino, 1998
[2] Gerd Thiessen, Gesù’ e il suo movimento, Analisi sociologica della comunità cristiana primitiva
[3] Vangelo di Giovanni 1,29
[4] David Flusser, Jesus. Editrice Lanterna, 1976
[5] Bart Ehrman, Jesus, Apocalyptic Prophet of the new millennium, 1999
[6] Andrew Hunwick, edizione critica di Ecce Homo di Baron D’Holbach
[7] Augias e Crocitti, Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione. Mondadori editore, 2008

BIBLIOGRAFIA

  • Augias Corrado e Cacitti Remo, Inchiesta sul Cristianesimo, Mondadori editore SpA, 2008
  • Charlesworth J.H., Gesù nel giudaismo del suo tempo, Claudiana, 1998
  • Craveri Marcello, I vangeli apocrifi, Einaudi, 1969
  • Ehrman Bart, Jesus, Apocalyptic Prophet of the New Millennium, 1999
  • Flusser David, Jesus, Editrice Lanterna, 1976
  • Thiessen Gerd, Gesù e il suo movimento, Claudiana, 2007
  • Ratzinger Joseph, Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, Rizzoli – Libreria Editrice Vaticana, 2007

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