Scheggino, sulle sponde del Nera.

Scheggino è un borgo umbro, tipicamente medioevale ma che mi ha colta di sorpresa. Per piccole cose ma… non si dice siano proprio loro quelle che contano? 

Quasi sempre si notano questi paesi arroccati su di un colle e dopo averne visitato qualcuno s’impara che non c’è bisogno di sfogliare guide per trovarli, basta mettersi in moto e cercarli alzando, più o meno leggermente rispetto alla strada, lo sguardo: ovunque si punterà, si troverà qualcosa di speciale.

Scheggino, invece, mi si è rivelata ad altezza d’occhio, mentre percorrevo una Strada Provinciale verso quella che avrebbe dovuto essere la prima tappa del primo giorno di ferie. Ecco il bello del viaggiare con curiosità: attratti da qualcosa, ci si tuffa in un fuoriprogramma!
Come spesso accade, la curiosità è stata ripagata e le piccole delizie hanno iniziato a spuntare subito, entrando in piazza Carlo Urbani che fa pregustare la visita con una bella panoramica del borgo e passando, in fondo ad essa, su di un ponticello che attraversa il fiume Nera (non a caso siamo in Valnerina), invitando a gustare il paesaggio naturale per poi accompagnarci nel nucleo storico.
La sensazione è quella di essere in un luogo curato e piacevole, piacevolezza subito accentuata da un’altra sorpresa: guardo il paese che sale ma mi lascio tentare una via in piano, verso porta Valcasana e appena fuori da essa parte un viale alberato che costeggia un’area naturale di sorgive e vegetazione acquatica, un angolo incantevole.
La Valnerina è forse la zona più selvaggia dell’Umbria, eppure i miei primi passi in quella zona sono stati estremamente rilassanti e dopo aver pienamente goduto di quell’atmosfera sono tornata verso porta Valcasana ed iniziato il saliscendi tra vicoli, scalette ed archi, pronta a lasciarmi affascinare dagli scorci tipici degli antichi borghi e dai dettagli che rendono ognuno di essi diverso dagli altri.
A volte ci si ritrova in un passaggio già percorso e si inizia a familiarizzare col luogo, a maggior ragione se arrivando da un nuovo punto di vista o in un diverso momento di luce si scoprono diverse impressioni.
Se a volte è la lettura di un nome ad incuriosire, qui non si può non notare \”Vicolo Baciafemmine\” e anche stavolta il lasciarsi incuriosire premia: giusto all’ora di pranzo vi abbiamo trovato un’osteria che più bella, più atmosferica, più tipica e gustosa di così non si può!
Sembra che la tappa imprevista abbia raggiunto la perfezione e non resti che tornare alla macchina, invece ecco che almeno un altro dettaglio attira la mia attenzione: una targa che mi ha fatto pensare a quanto l’arte ceramica sia diffusa in Umbria e a quanto la presenza dell’acqua abbia influenzato l’attività industriale di certi luoghi. Scheggino, da essa abbracciata, non poteva che impegnarsi in professioni che ne richiedevano l’uso: oltre al fiume ed alle sorgive esiste un canale artificiale che tra i vari usi permetteva il funzionamento della \”gualchiera\” a cui si riferisce la targa di ceramica.
Irrinunciabile concludere la visita scendendo sulle rive del Nera, ascoltandone i suoni che scorrono senza tempo ai piedi di Scheggino e sfiorando con gli ultimi incantati sguardi questo borgo, appena scoperto e subito entrato nel cuore.

Spero che la passeggiata vi sia piaciuta, arrivederci al prossimo post!

Anna Bernasconi

BIBLIOGRAFIA

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