Nelle pietre ho trovato me stesso

Due uomini.
Il nuovo santuario alle spalle.
Il bosco attende il loro lento camminare. 

Le foglie, abbandonate dai rami, coprono il sentiero.

Un profumo pervade lo spazio.
Giunge da lontano, molto lontano.
Un alito di vento indica la strada.
Natura, selvaggia natura.
La nostra casa attende i due uomini.
Mura basse di pietre antiche.
La natura riprende il dono ancestrale.
Immaginari cerchi di sacre rocce levigate dal tempo.
Lavorate dall’uomo che pregava senza giungere le mani.
Ispidi capelli corvini ci attendono oltre la soglia.
Occhi colore dell’autunno.
Accarezza le pietre con mani senza tempo.
Guarda il cielo calpestando la terra.
Indica il vuoto che tutto ricopre.
Parla alle pietre ricordando il passato.
Grazie alla roccia sarà richiamato.
Memoria perenne di un tempo finito.
Gli antenati in quel luogo parlano, vivono nel nostro presente.
L’autunno negli occhi ci invita all’azione.
Percorre con noi gli ultimi metri.
Due uomini, ora soli, nel tutto illuminato dal Sole.
Veniamo da qui.
Ora lo sappiamo.
Nulla è casuale.
Tutto ha un senso, preciso e chiaro.
Dobbiamo leggere i segni lasciati da chi, prima di noi, ha percorso questi sentieri.

Fabio Casalini
Tutte le fotografie si riferiscono al complesso di megaliti di Montecrestese, frazione Croppole.
Provincia di Verbania, Piemonte.

BIBLIOGRAFIA

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