La ragazza dagli ispidi capelli corvini

L’autunno colorava i prati.

La ragazza dagli ispidi capelli corvini rifletteva la natura.
Il sagrato della Chiesa attendeva.
La luce del giorno si spegneva.

Strane accuse sul viso della giovane.

Un ragazzo inseguiva la scena.
I suoi occhi, colore della primavera, lottavano tra la folla urlante.
Volavano scope.
Brandivano bastoni.
Folla e follia.
Il cane del Signore godeva.
“Ora tocca a lei”.
Una voce: “Bastarda!”
La ragazza è trascinata a forza.
Derisa e picchiata.
I ceppi stringono le mani.
Le erbe dei prati non troveranno pace.
San Cristoforo osserva.
Conosce la sorte.
E’ il passaggio.
Il ragazzo insegue.
Cerca il viso della giovane.
Un ultimo saluto.
Un cenno.
La ragazza, dagli ispidi capelli corvini, affronta le piccole scale, che la dividono dal cane bramante giustizia.
Il frate in bianco e nero è sopra di lei.
La guarda.
Nel segreto del suo cuore l’ammira.
Deve detestarla.
Parole senza tempo.
Senza senso.
Accuse infondate.
La folla deve sapere.
La luce dei ceri illumina le parole:
si è impegnata a soffocare di notte le creature, mettendo il demonio nel sonno dei padri e delle madri.”
Sguardi persi.
Occhi colore della primavera piange.
Nella disperazione cerca la giovane.
Il seno esposto al ludibrio della folla.
La recita prosegue: “Alcuni di voi credono che Elisabetta sia entrata nelle case attraverso la porta e la finestra”… silenzio.
La voce diviene tuono.
E’ un errore diabolico! Il diavolo le apre poco alla volta per farla entrare, poi le richiude quando è uscita”.
La folla è persa.
La paura serpeggia tra gli animi di quei semplici montanari.
Il frate sorride.
Guarda Elisabetta.
Ora entriamo!”.
Due tormentatori la trascinano.
Il viso segnato dalla paura.
L’angoscia abbraccia il corpo martoriato.
Cristoforo è alle spalle.
La tenue luce della salita si affaccia nella mente della ragazza.
La folla spinge per entrare.
Occhi colore della primavera si ferma sulla soglia.
Le sibille urlano la loro disperazione.
Cristo benedice dall’alto la visione.
I dottori della chiesa attendono, scrivendo le loro memorie.
I loro peccati.
Le loro confessioni.
Il pulpito s’illumina.
Il gregge deve essere ricondotto all’ovile.
Questa donna è stata vista volare. L’abbiamo veduta, spogliata, spalmarsi sul corpo un unguento. L’abbiamo veduta precipitare in uno stato di sonno profondo, a causa degli umori soporiferi. Noi entrammo nella sua casa, lei ci aggredì con male parole. Poi perse i sensi completamente”.
Il torrente diviene fiume.
Il fiume straripa entrando nel lago.
Queste donne si recano all’incontro con il demonio, dove maghi e streghe si accoppiano formando le combinazioni più mostruose. Il figlio non risparmia la madre, il fratello non risparmia la sorella, il padre, la figlia. Vi lascio immaginare se non si commettono tutte le altre lubricità del mondo”.
Le pecore annuiscono.
Il gregge è ammansito.
La chiesa di San Gaudenzio è ora un ovile.
Il belare umano spaventa il ragazzo.
La soglia è divenuta la porta dell’inferno.
L’amore è un cuore in tempesta.
Le montagne sono il rifugio degli occhi.
La mente è persa, il cuore è distrutto.
Nel pulpito la luce della giustizia si spegne, sostituita dall’odio.
Questa, come altre donne, è accusata di aver fatto morire fanciulli e bestiame, di aver calpestato il crocifisso e l’immagine della Madonna, di aver rubato ostie consacrate”.
Il ragazzo fugge.
Cerca riparo nella luce del buio.
Gli Orridi lo accolgono in silenzio.
Urla il suo disprezzo, l’amore per occhi colore dell’autunno.
Il sole tramonta sulle persone giuste.
La chiesa è nel buio.
Il pulpito ha smesso di irradiare la propria tetra luce.
Elisabetta, in catene, si confronta con se stessa.
Eva si specchia nel male.
Adamo fugge, immobile, dalla scena.
La donna, sola, deve reagire.
Deve scegliere come affrontare il buio.
Non confessa.
Non può confessare.
Elisabetta è al cospetto del Drago.
Nessuna parola.
Urla confuse di gente spaventata.
Nuove accuse si levano dal popolo.
Il cane del Signore osserva, scuote la testa.
Prende parola:
Non ora, domani testimonierete contro la donna”.
La ragazza, sfinita, cade.
Nessuno la solleva.
Il gregge ritorna al focolare.
I tormentatori trascinano la donna sino alla cella.
Un albero attende il ragazzo.
La sua vita sfiorisce dove era iniziata.
Non troveranno 30 denari.
Solo l’eterno amore di un uomo.
Fabio Casalini

Liberamente tratto dalla seguente bibliografia

Benazzi Natale e D’Amico Matteo. Il libro nero dell’Inquisizione. 1998
– De Pedraza Juan. La somma, breve instruttione per confessori, per sapere bene amministrare il sacramento della Penitenza. 1584
Eymerich Fra Nicolau. Manuale dell’inquisitore. Ristampa 1998.
Papa Gregorio IX. Bolla Vox in Roma. 1233
Guazzo F.M. Compendium maleficarum. 1608
Fotografie:
– Fotografia in notturna della chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno. (Rosella Reali)
– Facciata e San Cristoforo. Chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno.
– Chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno.
– Affresco riguardante i dottori della Chiesa. Chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno.
– Statua della Crocifissione. Chiesa dedicata a San Gaudenzio a Baceno.
– Orridi di Uriezzo. Baceno.

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità… sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.

BIBLIOGRAFIA

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