Che vengano bruciati vivi

\”Il fine dell’Inquisizione consiste nella distruzione dell’eresia. Ma l’eresia non si può annientare, se non distruggendo gli eretici; gli eretici non si possono sopprimere senza sopprimere con essi i difensori e i fautori dell’eresia, e ciò può avverarsi in due modi: con la loro conversione alla vera fede cattolica, oppure quando, abbandonati al braccio secolare, vengono corporalmente bruciati.\”[1] 
La chiesa è pura, poiché conserva e protegge l’ortodossia.

Come la luce necessita del buio, così l’ortodossia dell’eresia.
L’ortodossia rappresenta la Vite, l’Albero della Vita.
L’eresia è un ramo morente, cadente, dell’albero.
La considero un ramo perché è figlia dell’ortodossia, nasce come idea parallela che prende vita dallo stesso seme.
L’albero dell’ortodossia deve crescere in salute, forte e potente.
Occorre potare e bruciare il ramo dell’eresia, come legno secco.
Bernardo Gui autorizza la soluzione finale: il rogo purificatore.
Le streghe sono eretiche.
Le streghe devono essere bruciate.
Si fa presto a dire strega.
Il termine deriva dal latino striga o stryx, con corrispondenza nel greco strygx o strygos, il cui significato è: strige, barbagianni, uccello notturno.
1934, Londra.
Scavi archeologici riportano alla luce una lamina di piombo dell’età imperiale romana. Il reperto, trafitto da sette chiodi, presentava la seguente iscrizione:
Maledico Tretia Maria e la sua vita e mente e memoria e fegato e polmoni indistintamente, e le sue parole, pensieri e memoria. Così non possa dire le cose che sono nascoste”.[2]
La maledizione appena riportata non era un caso isolato. Nell’Antica Roma chi voleva disfarsi di un nemico cercava di farlo scrivendo una maledizione su qualche oggetto. Tale strumento del male era trafitto da un chiodo e seppellito, per avvicinarsi agli inferi.
Non fermiamoci, continuiamo il nostro viaggio nel tempo.
Egitto I secolo avanti Cristo.
Io ti scongiuro, demone dei morti di far si che Serapione languisca e si strugga di passione per Dioscoro, generato da Tikoi. Infiamma il suo cuore, che si sciolga e si dissangui d’amore, di passione e di dolore per me. Che egli faccia tutto ciò che desidero, e continui ad amarmi finché giungerà nell’Ade”. [3]
Questa formula di magia amorosa è presente in un papiro: fogli con scritte magiche in greco o in egiziano demotico.
Avanziamo nel tempo sapendo che dovremo ancora retrocedere.
Nella letteratura greca e romana abbondano racconti di magie usate da donne contro amanti infedeli, per riconquistare il loro cuore o per punirli.
Un’orribile magrezza scavava le guance della sacrilega, e la faccia ignara del cielo sereno era orribilmente oppressa dal pallore stiglio e gravata dalla chioma scomposta. Se un nembo o cupe nubi offuscano le stelle, Tessala esce dai nudi sepolcri e cerca di catturare i fulmini notturni… avida infuria su tutte le membra, affonda le mani negli occhi, si estasia a scavare globi ghiacciati, e addenta le pallide escrescenze delle mani essiccate”. [4]
Questa descrizione della Maga Erichto giunge a noi grazie allo scrittore Lucano, vissuto nel primo secolo dopo Cristo. Erichto era una maga della Tessaglia che abitava in un sepolcreto ed era specializzata nella negromanzia. A lei si rivolgevano perché poteva far rivivere i morti.
La Bibbia non è esente da racconti d’eventi prodigiosi, ritenuti opera di maghi o streghe.
Un passaggio molto interessante è quello relativo alla negromante, chiamata strega di Endor, dotata del potere di evocare lo spirito dei morti. Nel capitolo 28 del primo libro di Samuele si racconta che, dopo aver cacciato tutti i negromanti e maghi dalle terre d’Israele, Re Saul, prima della battaglia di Gilboa, si rivolge a Dio ed ai profeti per ottenere consiglio. Non ricevendo risposta si reca ad Endor per incontrare una strega, sfuggita alla sua persecuzione. Saul chiese di evocare lo spirito del profeta Samuele. Lo spirito del profeta predisse l’imminente caduta del regno di Saul. Il Re, ricorrendo alle profezie di una negromante, si era reso colpevole di un grave peccato. Re Saul morì tre giorni dopo.
Il tempo scorre, avanzano nuove religioni, nuove credenze.
Il Cristianesimo si diffonde.
Un padre della chiesa, Minucio Felice, vissuto nel II secolo, riporta le parole di un oratore romano, Marco Cornelio Frontone: “Essi, raccogliendo dalla feccia più ignobile i più ignoranti e le donnicciuole, facili ad abboccare per la debolezza del loro sesso, formano una banda di empia congiura, che si raduna in congreghe notturne per celebrare le sacre vigilie o per banchetti inumani, non con lo scopo di compiere un rito, ma per scellerataggine; una razza di gente che ama nascondersi e rifugge la luce, tace in pubblico ed è garrula in segreto. Disprezzano ugualmente gli altari e le tombe, irridono gli dei, scherniscono i sacri riti; miseri, commiserano i sacerdoti (se è lecito dirlo), disprezzano le dignità e le porpore, essi che sono quasi nudi! […] Regna tra loro la licenza sfrenata, quasi come un culto, e si chiamano indistintamente fratelli e sorelle, cosicché, col manto di un nome sacro, anche la consueta impudicizia diventi incesto. […] Ho sentito dire che venerano, dopo averla consacrata, una testa d’asino, non saprei per quale futile credenza […] Altri raccontano che venerano e adorano le parti genitali del medesimo celebrante e sacerdote […] E chi ci parla di un uomo punito per un delitto con il sommo supplizio e il legno della croce, che costituiscono le lugubri sostanze della loro liturgia, attribuisce in fondo a quei malfattori rotti ad ogni vizio l’altare che più ad essi conviene […] Un bambino cosparso di farina, per ingannare gli inesperti, viene posto innanzi al neofita, […] viene ucciso. Orribile a dirsi, ne succhiano poi con avidità il sangue, se ne spartiscono a gara le membra, e con questa vittima stringono un sacro patto […] Il loro banchetto, è ben conosciuto: tutti ne parlano variamente, e lo attesta chiaramente una orazione del nostro retore di Cirta […] Si avvinghiano assieme nella complicità del buio, a sorte.”[5]
Le parole dell’oratore sono indirizzate alla nascente comunità cristiana.
Il Cristianesimo, da nascente religione di pochi eletti, si evolve, si trasforma.
Detta regola.
La legge di Dio si trasforma nella legge degli uomini.
Nel 1484 Papa Innocenzo VIII promulga una bolla dal titolo Sumis desiderantes affectibus, la cui traduzione, desiderando con supremo ardore, permette la comprensione del testo seguente: “..varie persone, sia uomini che donne, si offrono ai diavoli incubi e succubi, uscendo dal sentiero della vera fede. Essi operano per il male degli altri: provocano aborto nelle donne, rendono sterili e fanno morire i feti degli animali, i prodotti della terra, l’uva dei vigneti, i frutti degli alberi, gli uomini e le donne, gli animali domestici e quelli da lavoro è […]”. [6]
Il Papa è preoccupato per lo sviluppo della stregoneria nei paesi dell’Europa settentrionale.
Incarica due inquisitori di estirpare l’eresia nelle Valli del Reno. I due inquisitori, Heinrich Kramer e Jacop Sprenger, saranno gli autori, nel 1486, del Malleus Maleficarum, o Mazza delle donne che provocano malefizi, più comunemente martello delle streghe. I due utilizzeranno la bolla di Papa Innocenzo VIII come introduzione del libro.
Il Malleus Maleficarum ebbe rapida diffusione grazie ad una scoperta di poco antecedente.
Nel 1449 Johannes Gutenberg procedeva ad esperimenti riguardanti la composizione e la stampa di libri. Nel 1455 pubblicò la Bibbia con una tiratura di 180 copie. Decise di venderla a Francoforte, dove il libro suscitò immediato successo. Grazie alla stampa a caratteri mobili il Malleus Maleficarum divenne uno dei primi best sellers della storia.
Occorre sospendere le ricerche.
Pensare.
Lo specchio riflette la luce e nasconde il buio.
Le parole utilizzate dall’oratore romano per definire i primi cristiani, sono le medesime rivolte da Papa Innocenzo VIII alle donne che credeva si contrapponessero alla nuova religione.
Specchio.
Hanno subito.
Hanno perseguitato.
Hanno bruciato dopo aver picchiato.
Hanno cercato di uccidere la cultura femminile.
Hanno sbagliato perché non hanno guardato.
Pensavano alle scope dimenticando le ali.
I barbagianni volano liberi in cerca di una preda.
Hanno provato a chiuderli in gabbia.
Hanno minacciato con una mazza divenuta martello.
La cultura femminile sopravvive alla morte fisica di migliaia di donne.
L’olocausto è terminato?
Assolutamente no.
Si è trasformato.
Dal pubblico processo al privato.
Dalle prigioni dell’Inquisizione a quelle delle proprie abitazioni.
Dalle violenze in nome di Dio a quelle quotidiane senza motivo.
La libertà è figlia della forza.
Vi hanno accusato di volare, servendovi di scope.
Non sapevano, ignoravano, che siete dotate d’ali.
Siete l’uccello notturno, che libero sorveglia i cieli illuminati dalla Luna.
Io sono quel lupo che da sempre corre al vostro fianco.
La cultura femminile vive in tutti noi che abbiamo il coraggio di cercarla.
Fabio Casalini
Bibliografia
Benazzi Natale e D’AmicoMatteo. Il libro nero dell’inquisizione.
Levack P. Brian. La caccia alle streghe in Europa.
Micheli Alessandra. I roghi delle streghe.

Kieckhefer Richard, La Magia nel medioevo.


[1] Bernardo Gui. Practica officii inquisitionis hareticæ pravitatis; citato in Walter Peruzzi, Il cattolicesimo reale attraverso i testi della Bibbia, dei papi, dei dottori della Chiesa, dei concili, Odradek, Roma, 2008.
[2] Citato in La Magia nel medioevo di Richard Kieckhfer, Milano 1993.
[3] Citato in La Magia nel medioevo di Richard Kieckhfer, Milano 1993.
[4] Erichto o Eritone è un personaggio della Pharsalia di Lucano.
[5]Octavius di Minucio Felice. Nell’opera le argomentazioni di Cecilio, uno dei personaggi dello scritto del padre della chiesa, sono attinte da un’Orazione contro i cristiani che Minucio Felice sostiene essere stata pronunciata da Marco Cornelio Frontone (100-166 d.C.).
[6]Bolla Sumis desiderantes affectibus promulgata da Papa Innocenzo VIII nel 1484.


Didascalie
1- Le tre streghe di Johann Heinrich Fussli. 

2- Erichto, tratto da wikipedia [Erichtho di John Hamilton Mortimer].
3- La strega di Endor, tratto da wikipedia. Particolare di un’opera di Dmitri Nikiforovich Martynov (1826-1889).
4- Copertina del Malleus Maleficarum, tratto da wikipedia.
5- Gutenberg, tratto da wikipedia.

BIBLIOGRAFIA

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