San Cristoforo, da uomo con testa di cane a traghettatore di anime

San Miniato al Monte, dall’alto, domina Firenze.

Scolpita nel marmo della facciata leggiamo: \”Questa è la porta del Cielo!\”. La frase è fatta risalire a Giacobbe ed, esattamente, a quando, risvegliatosi da un sogno, racconta, pieno di stupore e meraviglia, il suo incontro con la Casa del Signore.

La millenaria basilica è, senza ombra di dubbio, una bellissima e maestosa Casa del Signore.

L’iscrizione che la battezza come porta del Cielo potrebbe non essere riferita alla \”sola\” Basilica?
Potrebbe riferirsi a qualcosa che \”va oltre\” quello che noi vediamo?
Perché si è fatto largo questo pensiero?
Pochi metri dopo la soglia della porta del Cielo ho incontrato il gigante.
Non sempre i giganti appartengono alle favole.
Questa narrazione sarà tutto tranne che una favola.
Preferisco specificare: per molti potrebbe rappresentare una favola, in quanto, hanno scordato il legame che li unisce alla natura.
Ritorniamo all’interno della basilica di San Miniato.
Sulla parete di destra compare il gigante.
Chi è il gigante?
San Cristoforo.
Cristoforo, secondo la lingua greca, significa \”colui che porta Cristo\”.
La leggenda, cosa diversa dalla favola, racconta di un cananeo, per molti un gigante, il cui compito era quello di traghettare le persone da una sponda all’altra del fiume. Una notte si presenta un bimbo che chiede di farsi trasportare sull’altra sponda. 
Deve \”andare di là\”.
\”Al di là\”.
Il bimbo sembra aumentare di peso ad ogni passo. 
La corrente, all’improvviso, aumenta la propria forza.
Il gigante fatica a proseguire il proprio cammino, rischia di essere sopraffatto dalla forza della natura ma, miracolosamente, riesce a raggiungere l’altra riva del fiume ed a mettere in salvo il fanciullo. In quel preciso momento il bimbo rivela di essere Cristo e spiega al gigante che non ha trasportato solo lui dall’altra parte, ma che sulle robuste spalle del cananeo vi era tutto il mondo.
Cristoforo si convertì e ricevette il battesimo.
Inizio un lungo percorso di evangelizzazione sino a trovare il martirio.
Secondo questa leggenda Cristoforo è qualcuno che porta di là.
Nelle valli alpine si è assistito ad un grande sviluppo del culto di questo santo.
Cristoforo lo possiamo trovare, rappresentato come un gigante, sulle facciate di molte chiese.
Nell’immaginario collettivo le immagini, di notevoli dimensioni, di Cristoforo sulle facciate delle chiese dovevano servire ai viandanti, ai pellegrini ed ai commercianti, per localizzare la chiesa o il paese nel quale andare. 
Una domanda mi è sempre sorta spontanea, non era più facile localizzare la chiesa, o il paese, tramite il campanile dell’edificio sacro?
Per meglio comprendere la figura di san Cristoforo dobbiamo fare un salto all’indietro nel tempo.
Le prime raffigurazioni ci possono aiutare a capire.
Nell’arte bizantina, Cristoforo, è rappresentato con le fattezze di cinocefalo, dal greco \”testa di cane\”.
Cristoforo cinocefalo altro non è che il Dio egizio Anubi.
Cristoforo traghetta le persone da una sponda all’altra del fiume, Anubi traghetta le anime dal regno dei vivi a quello dei morti.
Anubi, come il greco Caronte, permette il passaggio dei morti sull’altra sponda del fiume.
Cristoforo come portatore di Cristo e traghettatore delle anime \”al di là\”.
Questa figura del cristianesimo ancora non ha smesso di creare sorprese.
Dovremmo, ora, alzare lo sguardo.
Cercare Cristoforo in Cielo.
Tra le stelle una potrebbe essere lui.
Antiche credenze ci ricordano che Cristoforo è Sirio, stella che appartiene alla costellazione del Cane Maggiore.
Coincidenza.
La festa di san Cristoforo cade il 25 luglio.
Nel medioevo cosa iniziava in quella data?
Il periodo della canicola.
Canicola deriva dal latino \”canicula\”, ovvero, piccolo cane.
Il piccolo cane è Sirio, che nel periodo compreso tra il 24 luglio ed il 25 agosto, sorge e tramonta con il Sole.
Presumo non sia una coincidenza.
Cristoforo portatore di Cristo.
Cristoforo traghettatore delle anime dei morti.
Cristoforo che nasce e muore insieme al sole.
Sempre nel medioevo, ma ancora in vita alla metà del secolo scorso, durante il periodo della canicola cadeva una seconda festa molto particolare.
Era il giorno dedicato a Saint Guinefort di Borgogna.
Un altro santo traghettatore?
No.
Saint Guinefort era un santo cane.
Era un levriero vissuto nel XIII secolo che fu venerato, nelle zone della Borgogna sino a Lione, in quanto sulla sua tomba accadevano miracoli.
Il suo culto trasformò il cane in un uomo.
Il culto venne osteggiato fortemente dalla chiesa cattolica che riuscì, nel XX secolo, ad abolire la festa.
Ricapitoliamo.
San Miniato al Monte come porta del cielo.
San Cristoforo come traghettatore di anime nel mondo dei morti.
Cristoforo che nasce e muore con il sole.
Cosa dovremmo aspettarci alle spalle della chiesa?
Un cimitero?
In effetti, appena, dietro la basilica sorge il \”cimitero delle porte sante\”.
Coincidenza?
Nelle altre chiese, che ho visitato, nelle quali campeggia l’immagine gigante di San Cristoforo, vi sono cimiteri annessi alla chiesa?
A Baceno si.
A Riva Valdobbia si.
Coincidenze….
Non vi preoccupate.
San Cristoforo ci attende.
Attende tutti.
San Cristoforo ci porta \”al di là\”, ci mette nelle mani di Michele, che ci attende con l’armatura lucente, la spada e la bilancia…..

Fabio Casalini


Bibliografia 
A. Winterle, L’iconografia di San Cristoforo in Val di Fassa, in Mondo Ladino XV 1991 
Gilbert Durand, Le strutture antropologiche dell’immaginario, Edizioni Dedalo 
Calendarium Romanum (Libreria Editrice Vaticana, 1969) 
Santi, beati e testimoni- san Cristoforo 
Pierre Saintyves (pseudonimo dell’editore Emile Nourry), Saint Christophe, successeur d’Anubis, d’Hermes et d’Heracles, Nourry, Parigi, 1936
Philippe Walter, La mémoire du temps, Champion-Slatkine, Parigi-Ginevra, 1989
Rudolf Wittkower, Allegoria e migrazione dei simboli, Giulio Einaudi Editore, Torino 1987

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità… sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.

BIBLIOGRAFIA

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