Il luogo dove i morti vegliano i vivi

Passo del Sempione.
La natura, prima, e l’uomo, dopo, lo hanno trasformato in un luogo di divisione.
Luogo di frontiera.
Separazione tra Ossola e Vallese.
Separazione tra uomini.

Le valli che scendono dal passo del Sempione dovevano essere controllate.

Sentinelle silenziose.
Guardiani di pietra.
Trasquera, valle Divedro.
In alto su una rupe.
Luogo ideale per controllare.
Luogo geniale per una sentinella di pietra.
La pietra da sola non basta, serve un richiamo forte, molto forte al cielo.
Dove cercarlo?
La risposta è nella dedicazione della sentinella: Santi Gervasio e Protasio.
Santi con la spada.
Santi combattenti.
Difensori della fede e degli uomini.
L’Ossola è invasa da Gervasio e Protasio, la chiesa di Domodossola è a loro dedicatae nel presbiterio di Crevoladossola “permettono” l’accesso al luogo stesso e sono rappresentati in diverse altre chiese.
Gervasio e Protasio sono due gemelli, forse milanesi, martiri della Cristianità. Sono figli di San Vitale e Santa Valeria. Le scarse notizie ricordano che i genitori vennero uccisi a causa della fede cristiana, Vitale a Ravenna e Valeria sulla via per Milano. I figli, saputo degli avvenimenti funesti, diedero i loro beni ai poveri e si ritirano in preghiera per un decennio. Il generale Anastaso, di passaggio a Milano con le truppe, li denunciò come cristiani e decise di punirli in segno di sfida e monito per il resto della popolazione che pensava di aderire alla nuova religione. Gervasio e Protasio furono arrestati, torturati ed, infine, uccisi. A Protasio venne tagliata la testa mentre Gervasio morì sotto i colpi del torturatore.
L’avvenimento che potrebbe farci comprendere la dedicazione di questa sentinella è relativo al ritrovamento dei loro corpi. Ambrogio, allora vescovo di Milano, ebbe una premonizione divina che gli permise di ricordare e ritrovare i corpi dei martiri cristiani. I corpi vennero traslati nella Basilica Martyrum, oggi basilica di Sant’Ambrogio.
Durante il trasferimento avvenne un accadimento importante, un miracolo.
Un solo miracolo.
Ad un cieco tornò la vista.
Gervasio e Protasio permettono di vedere, quale migliore dedicazione per una sentinella?
Sul retro, e sui fianchi, della chiesa sentinella vi è un cimitero.
Luogo di sepoltura.
Luogo adibito alla permanenza dei morti.
Persone normali, non martiri o soldati, che hanno speso la vita a ridosso di questa rupe che controlla la valle Divedro.
La sentinella ed i morti controllano la valle.
Controllano, da sempre, il passaggio delle persone.
Ma esiste una forza, un’energia, che permetta ai morti d’essere utili ai vivi?
Nel IV secolo iniziò a circolare l’idea che nei resti dei martiri fossero presenti un’energia speciale, la dynamis, ed una carica di grazia, la charis, capaci di provocare miracoli.
La domanda che mi sono posto, di fronte alla sentinella che controlla la valle, è la seguente: se questa energia e questa carica di grazia non fossero presenti solo nei martiri?
Se queste energie esistono, non possono essere presenti in tutte le persone che passano di là?
La Bibbia ammonisce:

Perciocché i viventi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla, e non vi è alcun premio per loro, perciocché la loro memoria è dimenticata.
[Bibbia, Ecclesiaste capitolo 9]

La loro memoria è dimenticata.
I vivi si dimenticano dei morti.
La memoria dei viventi si perde con il passaggio?
I morti non hanno memoria perché non esistono?
Se la memoria non si dovesse perdere, quale luogo migliore per accumularla?
La risposta, forse, era di fronte a me in una caldissima giornata di aprile…..

Fabio Casalini

BIBLIOGRAFIA

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