La vecchia strada della Valcellina

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Ci troviamo nel territorio della "Riserva Naturale Forra del Cellina". Questa strada è stata aperta nel 1906 per esigenze legate alla costruzione dei primi impianti idroelettrici, collegando Montereale Valcellina alla località Molassa, la pianura alla valle, facendo decadere l'utilizzo della vecchia mulattiera....
Nel 2012 ho fatto una passeggiata molto suggestiva lungo questa strada, di cui avevo già accennato su un mio vecchio blog e che, noto, continua a suscitare interesse. Ho quindi deciso di dare una rinfrescata alle fotografie e ripubblicare il tutto insieme ai Viaggiatori Ignoranti, così da raggiungere sempre più gente! È un luogo che merita grande attenzione.
Ci troviamo nel territorio della “Riserva Naturale Forra del Cellina”.
Questa strada è stata aperta nel 1906 per esigenze legate alla costruzione dei primi impianti idroelettrici, collegando Montereale Valcellina alla località Molassa, la pianura alla valle, facendo decadere l’utilizzo della vecchia mulattiera. Ha poi subito una serie di ampliamenti e modifiche, dovute a necessità di collegamento ma soprattutto all’instabilità del percorso. È stata dismessa nel 1992, dopo la costruzione di una strada più funzionale rispetto alla moderna urbanizzazione e soprattutto più sicura.

Una strada utile ma rischiosa per tutti: per chi l’ha costruita, per chi vi ha transitato, per chi vi ha effettuato la manutenzione nel corso degli anni. La pericolosità della vecchia strada è causata da frane e smottamenti che hanno provocato incidenti, anche mortali. Gli strapiombi sulla forra del torrente Cellina ed i passaggi scavati nella roccia rendono il percorso molto affascinante per una passeggiata a piedi ma è stato doveroso trovare nuove soluzioni per il normale traffico odierno, sempre più pesante ed intenso.

Sarebbe però stato un peccato abbandonare del tutto questa strada che si snoda tra gallerie e strapiombi e scorci sulle meravigliose erosioni create dal torrente! È quindi iniziato un processo di recupero per un utilizzo turistico e funzionale legato alla Riserva.

Da diversi anni un tratto è già percorribile, a piedi, dalla località Ponte Antoi alla “vecchia diga”. Ho letto anche di un trenino turistico ma se non avete particolari disabilità o bambini da far divertire non lo prenderei in considerazione: si tratta di una semplice passeggiata sull’asfalto e sarebbe davvero un peccato non potersi continuamente fermare per assaporare ogni scorcio.

Il giorno della mia visita il clima era decisamente uggioso ma le nuvole e qualche goccia di pioggia hanno forse aggiunto ulteriore fascino (di quello un po’ triste ma suggestivo) alla mia visita. Stretti nella forra il sole splendente è superfluo!
Comunque, che preferiate il sole o le nuvole, è meglio contattate il “Parco Naturale Dolomiti Friulane” per conoscere giorni e orari di apertura che possono subire variazioni in caso di meteo particolarmente avverso. Mi raccomando, è una passeggiata tanto comoda quanto suggestiva, se passate da quelle parti non dovete perdere l’occasione!

Alla fine godetevi anche due passi in riva al lago e se siete di quelli a cui piace assaporare (nel vero senso della parola) le tipicità del luogo guardatevi intorno: un’interessante Osteria è proprio lì, comoda comoda…
Spero di avervi incuriositi, arrivederci al prossimo post by Anna Bernasconi di annabernasconi.blogspot.com

BIBLIOGRAFIA

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