Arrivare a Torino…..

Arrivai a Torino sotto l’ultima neve
di gennaio, come succede ai saltimbanchi
e ai venditori di torrone. Mi ricordai ch’era
carnevale vedendo sotto i portici le bancarelle
e i becchi incandescenti dell’acetilene,
ma non era ancor buio e camminaidalla stazione all’albergo sbirciando fuori
dei portici e sopra le teste della gente.
L’aria cruda mi mordeva alle gambe e,
stanca com’ero, indugiavo davanti alle
vetrine, lasciavo che la gente mi urtasse, e
mi guardavo intorno stringendomi nella
pelliccia. Pensavo che ormai le giornate si
allungavano, e che presto un po’ di sole
avrebbe sciolto quella fanghiglia e aperto
la primavera.
Rividi così Torino, nella penombra dei portici.

– Cesare Pavese.

Filippo Spadoni.

BIBLIOGRAFIA

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