L’autunno sulle sponde del lago dell’Alpe Cavalli

Per raggiungere il lago dell’Alpe Cavalli, chiamato anche di Cheggio in riferimento al piccolo alpeggio sorto nei pressi della diga, si segue la  superstrada che da Gravellona Toce conduce al Passo del Sempione sino all’uscita di Villadossola, dove si imbocca la strada che attraversa la Valle Antrona. 
Si superano i paesi di Montescheno, Seppiana, Viganella ed Antronapiana, dove vi è indicazione per raggiungere l’alpe Cheggio.
Lasciata l’autovettura al parcheggio ci si sposta in direzione della diga ben visibile dall’alpeggio.

Superato il muraglione della diga ci si addentra nel bosco costeggiando il lato sinistro del lago; dopo circa una mezzora di passo calmo e soffermandosi ad ammirare le bellezze della natura si giunge in prossimità di un piccolo ponte posto sul torrente Loranco; lo si attraversa e ci si alza ad ammirare il lago dalla sommità di una collinetta. 
Il lago odierno è situato nella conca di un antico lago glaciale a valle del quale un imponente cordone morenico formava un argine naturale.


L’antico lago scomparve per l’erosione del cordone morenico appena citato, diventando un verde pianoro, in parte paludoso, in cui scorreva il Loranco. Nel punto in cui il torrente aveva inciso profondamente il cordone venne edificata la diga in muratura, denominata \”Alpe Cavalli\”.
Il pietrame utilizzato per la sua costruzione fu ricavato facendo esplodere una grossa mina a monte della diga. Per la costruzione della mina venne impiegato esplosivo normale integrato da quello proveniente da residuati bellici.


L’esplosione denominata \”formidabile\” fu ancora più spettacolare di quella di Campliccioli.

L’invaso è stato costruito tra il 1922 ed il 1926 per la regolazione annuale degli impianti idroelettrici della Valle Antrona. La diga è del tipo a gravità in muratura di pietrame a secco.
La diga è alta 41 metri e larga 165 metri. Le acque del lago dell’alpe Cavalli vanno ad alimentare la centrale di Rovesca.

Fabio Casalini

FABIO CASALINI – fondatore del Blog I Viaggiatori Ignoranti
Nato nel 1971 a Verbania, dove l’aria del Lago Maggiore si mescola con l’impetuoso vento che, rapido, scende dalle Alpi Lepontine. Ha trascorso gli ultimi venti anni con una sola domanda nella mente: da dove veniamo? Spenderà i prossimi a cercare una risposta che sa di non trovare, ma che, n’è certo, lo porterà un po’ più vicino alla verità… sempre che n’esista una. Scava, indaga e scrive per avvicinare quante più persone possibili a quel lembo di terra compreso tra il Passo del Sempione e la vetta del Limidario. È il fondatore del seguitissimo blog I Viaggiatori Ignoranti, innovativo progetto di conoscenza di ritorno della cultura locale. A Novembre del 2015 ha pubblicato il suo primo libro, in collaborazione con Francesco Teruggi, dal titolo Mai Vivi, Mai Morti, per la casa editrice Giuliano Ladolfi. Da marzo del 2015 collabora con il settimanale Eco Risveglio, per il quale propone storie, racconti e resoconti della sua terra d’origine. Ha pubblicato, nel febbraio del 2015, un articolo per la rivista Italia Misteriosa che riguardava le pitture rupestri della Balma dei Cervi in Valle Antigorio.



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