Il rintocco della campana in fondo al lago

Vi sono luoghi che esistono solo nella nostra fantasia.
Vi sono luoghi di cui bisogna avere coscienza che esistano.
Agaro appartiene ad entrambe le categorie.

Agaro è stato per diversi secoli una delle più importanti colonie walser italiane, sicuramente la più remota ed isolata di tutto l’arco alpino.
Era famosa per la prestanza fisica dei suoi abitanti e per la non trascurabile usanza di fumare la pipa da parte delle donne.
E’ stato così fino agli inizi del secolo scorso quando la corsa al progresso ed al bisogno di energia lo ha cancellato per sempre dalla nostra vista.
E’ stato sommerso per il bene comune.

Dal 1936 al 1940 operai ed ingegneri si sono alternati alla costruzione della diga.
Ma dove si trova Agaro?Anche oggi con il progresso tecnologico e scientifico non è facile raggiungerlo. Bisogna risalire la strada della valle Antigorio sino a Baceno, svoltare per l’alpe Devero e giunti in prossimità di un tornante seguire la strada per Ausone (stretto parente di Agaro). Ad Ausone si abbandona l’auto e ci si incammina.
Non è un camminare comune.
Si procede a piccoli passi all’interno della galleria scavata dagli operai che parteciparono alla costruzione della diga.

Si cammina lentamente pensando a come sarà quel luogo di cui si è sentito tanto parlare.
Si vede la luce naturale che entra dal fondo della galleria.
Eccoci di fronte al muraglione della diga, possente, arcuato e silenzioso, quasi a voler celare sino in fondo il gioiello che nasconde nelle sue viscere.
Si risale quel muro di cemento e pietra.

L’azzurro, delle acque del lago, quasi abbaglia. 
I larici che fanno da cornice sembrano tante sentinelle silenziose che ti scrutano e che seguono i passi che si susseguono lenti.
Noi ci siamo, il paese non più. 
Tutto è stato inghiottito dall’acqua, la scuola, le case costruite con il legno possente di questa valle, il comune ed il piccolo oratorio dedicato a San Giovanni Battista.
Il vento soffia possente.
Possiamo, solamente, immaginare come poteva essere la vita di questo villaggio sperduto in una vallata isolata.
Il vento soffia ancora più forte, tanto forte che ti sembra di sentire il rintocco della vecchia campana della chiesetta che giace sul fondo del lago.
E’ solo immaginazione….

Fabio Casalini.

BIBLIOGRAFIA

CONDIVIDI

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

COMMENTI

ARTICOLI CORRELATI

Le nostres storie direttamente nella tua mailbox