A Pompei ho ammirato il sonno del vulcano

Tempo di lettura: 6 minuti

La pioggia di cenere e lapilli che la seppellì ha permesso anche di "salvarla"! Contrariamente a quello che spesso si è portati a pensare, Pompei non venne seppellita da una colata lavica, ma investita dalla cenere dell'eruzione....

Prima dell’eruzione che distrusse Pompei ed Ercolano, il Vesuvio doveva apparire come un monte alto e verdeggiante. Il suo nome era legato ai vini che si producevano sin dall’antichità a ridosso delle sue pendici. Pochi dei contemporanei all’eruzione sapevano della natura di fuoco del Vesuvio, malgrado le strade di Pompei fossero lastricate di pietra lavica.
La vita si arrestò di colpo il 24 agosto del 79.

La pioggia di cenere e lapilli che la seppellì ha permesso anche di “salvarla”!
Contrariamente a quello che spesso si è portati a pensare, Pompei non venne seppellita da una colata lavica, ma investita dalla cenere dell’eruzione.
La Pompei romana è cristallizzata alla data del 24 agosto del 79. Siamo a conoscenza della data grazie ad una lettera che Plinio il giovane inviò a Tacito, in cui riportava come data nove giorni prima delle calende di settembre, per l’appunto il 24 agosto. Ma gli scavi hanno portato alla luce dei resti che poco possono riferirsi all’estate come la frutta secca o le castagne. Inoltre il raccolto della canapa era completato, come terminata era la vendemmia in quanto sono state ritrovate anfore sigillate che servivano per la conservazione del mosto. La data che è stata assunta come certa sino a pochi anni fa potrebbe essere sbagliata…..
E’ impressionante la quantità di “citta romana” che il tempo ed il vulcano ci hanno donato.
Abbiamo la possibilità (sino a quando non riusciremo a distruggerla…) di vivere una o più giornate all’interno di un vero centro abitato romano.
Da non perdere è la visita al Foro, centro commerciale e politico della città. A settentrione del Foro si trova il Capitolium, che rappresentava il principale tempio dell’insediamento romano. Sempre nelle vicinanze del Foro si possono ammirare gli horrea, antichi granai. Oggi servono da luogo di conservazione dei calchi dei corpi umani ricoperti dalla cenere dell’eruzione.
Verso nord rispetto al Foro vi è il Macellum che rappresentava l’antico mercato della carne e del pesce.
A questo punto ho deciso di “accantonare” la guida dei resti per poter essere libero di girare senza l’obbligo di vedere tutto, perdendo tutto.
La mappa la usavo solo per capire quello che più mi colpiva e per sapere sempre dove mi trovavo.
I ricordi sono concentrati su un particolare affresco, quello della Venere nella conchiglia.
La dea dell’amore (e protettrice di Pompei) sarebbe nata dalla spuma del mare e sospinta sopra una conchiglia da Zefiro sull’isola di Cipro, da dove le Ore l’avrebbero poi condotta all’Olimpo alla presenza delle altre divinità.
Gli affreschi sono tantissimi, ognuno può trovare poesia in quello che più lo colpisce.
Molti visitatori poco si fermano ad ammirarli, per inseguire il prossimo…
Vi sono vie stupende sulle quali si affacciano case e giardini, porticati e ville!
Non sempre riuscivo ad associare il nome a quello che avevo davanti, ma ho capito che non era importante.
L’importante è aver vissuto i resti come qualcosa di unico, regalo del tempo e del vulcano.
Mi sono immerso nella suggestione.
Mi sono lasciato trasportare dalla storia, tanto che mi son trovato all’anfiteatro senza neppure rendermene conto.
L’anfiteatro pompeiano è il più antico del mondo.
Poteva contenere sino a 20.000 persone.
Questo luogo è passato alla storia grazie a Tacito che raccontò la rissa tra gli abitanti di Pompei e quelli di Nocera (Nuceria Alfaterna). Correva l’anno 57 e tra pompeiani e nocerini da tempo non scorreva buon sangue: lo spettacolo all’interno dell’arena diventò il pretesto per risolvere le divergenze. Ci furono morti e feriti. La questione di Pompei venne portata dall’imperatore Nerone all’attenzione del Senato di Roma. L’anfiteatro venne chiuso per 10 anni! Il terremoto di alcuni anni dopo fece rivedere questa decisione in quanto si dovettero sostenere molti lavori di riordino e ripristino.
La rissa è documentata anche da un affresco conservato a Napoli presso il Museo Archeologico Nazionale.
Nelle vicinanze dell’arena ritroverete la Palestra Grande.
E’ enorme! 110 x 140 sono le dimensioni.
La palestra era il luogo indicato per l’allenamento dei giovani di Pompei.
Al centro della struttura vi era una grande piscina.
Lasciata la palestra potete girare ancora per giorni e giorni alla ricerca di ville ed affreschi!!
I resti di Pompei sono imponenti!
Serve tanto tempo per poterla visitare adeguatamente.
Una particolarità di Pompei?
I Lupanari! (il termine lupa indicava la prostituta). A Pompei ne vennero censiti circa 25. Dato che fa riflettere visto che la popolazione della città si aggirava sui 10.000, e non erano tutti uomini.

Fabio Casalini

BIBLIOGRAFIA

CONDIVIDI

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email

COMMENTI

ARTICOLI CORRELATI

Le nostres storie direttamente nella tua mailbox