Il lago delle Streghe dell’Alpe Devero

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La presenza delle streghe nella piana del Devero è stata talmente sentita e vissuta da far interpretare casuali segni della natura come opera dell'uomo, per assicurarsi i favori del maligno...
L’Alpe Devero è una conca di pascoli situata nella Valle Devero (VB) a 1631 metri s.l.m. di altitudine in un ampio pianoro, circondata da fitte macchie di conifere e dalle vette del Monte Cervandone, Punta della Rossa, Pizzo Cornera e Pizzo Fizzi; vi si trovano un gruppo di casolari, baite caratteristiche con i tetti in piode.
È raggiungibile dall’Autostrada A26 Voltri-Sempione, fino a Gravellona Toce, da qui si procede per Domodossola uscendo alle Valli Antigorio-Formazza, proseguire per Goglio, frazione di Baceno, da qui si sale alla valle di Devero.
La presenza delle streghe nella piana del Devero è stata talmente sentita e vissuta da far interpretare casuali segni della natura come opera dell’uomo, per assicurarsi i favori del maligno. Un chiaro esempio di questo modo di pensare è l’interpretazione che è stata fornita da più parti sullo strano macigno di pietra posto nelle vicinanze del laghetto; la forma del masso è sicuramente bizzarra ma spingersi a pensare che possa assomigliare all’organo sessuale femminile mi sembra quantomeno forzata, ma così è stato per secoli.

La prova di tanto accanimento interpretativo è riscontrabile negli incartamenti dei processi ad alcune donne di Croveo e Baceno; queste riferiscono che il demonio si manifesta nelle vicinanze di un masso, nella cavità oscura che c’è dietro di esso.
Come ebbe inizio l’attività inquisitoriale in queste terre di confine?

Probabilmente con l’affissione sul portone della chiesa di Baceno, dedicata a San Gaudenzio, del seguente avviso: “noi vicario del vescovo e del giudice suddetto, prescriviamo e ordiniamo quanto segue: Si conti fino a circa dodici giorni a partire da oggi. Allo scadere di questi il giudice secolare manderà un ordine affinché ci venga rivelato se qualcuno abbia saputo, visto o sentito dell’esistenza di una persona eretica o di una strega, per diceria o sospetto, in particolare se si tratta di persona che pratichi cose tali da nuocere agli uomini, alle bestie o ai frutti della terra. Se costui non obbedirà ai nostri ordini e non testimonierà entro il termine stabilito sappia che sarà trafitto dalla spada della scomunica”. 

Il resto è noto, processi, torture, interrogatori nel buio di qualche lugubre stanza e morte, tramite il fuoco o per malattia. Le prove secondo alcuni non si esauriscono qui. Nelle vicinanze di questo masso ve ne è un secondo a forma quadrangolare che potrebbe sembrare un leggio sul quale le zelanti donne si inginocchiavano per lanciare i loro riti propiziatori.

Inoltre su di un’altra rupe vi sono incise delle lettere (S e forse C) con due croci. Le lettere potrebbero essere quelle di un prete o un inquisitore che cercarono in qualche modo di cristianizzare quello strano posto invaso dalla malvagità. Purtroppo questa interpretazione risulta fallace poiché i simboli sarebbero semplicemente delle delimitazione di confini.

Un’ultima ma non trascurabile annotazione: la rupe sulla quale sono incise le lettere con le croci é liscia: potrebbe essere stata così plasmata da secoli di riti di scivolamento: questi servivano ad assicurare alle donne la fertilità e la possibilità di avere figli sani. Questa non è una prerogativa di questo minuscolo angolo di paradiso delle alpi Lepontine, ma è riscontrabile in molti altri luoghi delle alpi.
Fabio Casalini

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