Il campanile quasi sommerso del Lago di Resia

Tempo di lettura: 4 minuti

Solitario, fiero e con una certa tristezza, ti scruta il campanile della vecchia chiesa di Curon Venosta. Al primo spiazzo disponibile parcheggio l'auto....

Partiamo la mattina presto da Merano.

Percorriamo la strada che attraversa la Val Venosta con l’occhio vigile a scrutare campanili alti che si stagliano contro l’azzurro cielo e castelli immersi nel verde della valle.
Giunti a Malles Venosta si imbocca la strada, che con qualche tornante, ci porta ai quasi 1500 metri del lago di Resia.

La visione che appare è di quelle che non ti aspetti!

Solitario, fiero e con una certa tristezza, ti scruta il campanile della vecchia chiesa di Curon Venosta.
Al primo spiazzo disponibile parcheggio l’auto.
La torre campanaria sembra sbucare dal nulla.
Bisogna conoscere la storia per capire perché quel campanile ha qualcosa di magico. Non è solo dovuto alla posizione, alla singolarità dell’essere tra acqua e cielo, senza terra.

La storia racconta di stupore tra gli abitanti di Curon alla notizia che avrebbero dovuto evacuare le proprie case per lasciare posto alla costruzione di una diga. Sembra che tentarono di rivolgersi al Papa per scongiurare la realizzazione dell’invaso.
Tutto fu inutile e nel 1950 163 abitazioni e la chiesa del paese vennero sommerse dall’unione dei due laghi preesistenti.

Il nuovo lago, appunto il lago di Resia, diventa il più grande bacino del Trentino Alto Adige.

Giova ricordare che oltre agli edifici vennero sommersi oltre 500 ettari di terreno coltivato.
Il paese \”venne trasferito\” a monte del preesistente.
La chiesa ricostruita.
Il campanile rimase parzialmente sommerso, unica memoria storica del paese di Curon.

Ancora oggi, in inverno, quando il lago ghiaccia, è possibile raggiungerlo a piedi.
L’idea di costruire un grande invaso risale ancora agli inizi del ‘900. I primi progetti furono presentati nel 1910. Le prime domande per ottenere le concessioni risalgono al 1920. I lavori iniziarono nel 1939 e durarono sino al 1943 quando vennero sospesi a causa del conflitto bellico. I lavori ripresero e vennero ultimati nel 1949, anno di inaugurazione della diga.
Come già ricordato gli abitanti della zona cercarono di presentarsi dal Papa per scongiurare la costruzione dell’invaso. Interpretarono come uno sfregio del governo centrale di Roma verso le popolazioni altoatesine la realizzazione della diga.

Una leggenda narra che si senta ancora il dolce suono delle campane nelle rigide giornate d’inverno.
Suggestiva ma del tutto irrealistica dato che il 18 luglio del 1950, prima dell’allagamento, le campane furono rimosse.

Fabio Casalini

BIBLIOGRAFIA

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