Il campanile di San Marco racconta la storia

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Parlare di Piazza San Marco è parlare del suo Campanile. Si erge isolato, maestoso in un angolo di piazza San Marco....
Parlare di Piazza San Marco è parlare del suo Campanile.
Si erge isolato, maestoso in un angolo di piazza San Marco.
E’ el paron de casa, il padrone di casa.
Ha visto passare la storia.
Lo stavano costruendo, ultimando, abbellendo quando sotto di lui passò il Barbarossa per firmare il trattato di pace con papa Alessandro III.
Sarà stata la bellezza della piazza, o forse più semplicemente che Federico Barbarossa levò il suo appoggio all’antipapa, ma il Papa tolse la scomunica all’imperatore.
Ha scrutato in fondo al mare per controllare se Genova potesse rappresentare un alleato come lo fu Pisa,  in determinate circostanze.
La rivalità fu troppo forte.

Ha ammirato, con un certo compiacimento, le vedute del Canaletto.
Piange ancora oggi delle opere disperse in tutto il mondo che lo ritraggono……
Si fece sedurre dall’avventuriero Casanova e lo ammirò durante la sua evasione dai Piombi, accompagnandolo come un figlio.
Osservò incuriosito il figlio dell’Adda trasportare le sue galere sino al Lago di Garda, compiacendosi dell’operazione che, non solo, sembrava impossibile, ma anche irrealizzabile! Non riuscì a vederlo malgrado la sua altezza ma sentì le voci che provenivano dal basso e capì.

Si lasciò rapire dalle sinuose figure del Tiziano, anche se non era figlio della sua Venezia, ma lo adottò amorevolmente.
Ascoltò con gioia mista ad invidia le musiche di Wagner, tedesco di nascita ma veneziano d’adozione, tanto da morire in una delle stanze con vista sulla Laguna.
Assecondò con amore di un padre Manin e Tommaseo, e si congratulò con il suo popolo per la loro liberazione dalle carceri austriache; soffrì quando non venne eletto presidente della Repubblica di San Marco, ma si riprese subito dopo vedendo uno dei suoi figli prediletti dare prova di grande coraggio durante l’assedio delle forze austriache! In quei giorni si spaventò perché per la prima volta vide volare vicino a se qualcosa di costruito dall’uomo e non dalla natura….
Non ha letto, ma è come se lo avesse fatto, tutte le commedie e le opere del Goldoni. I veneziani ne parlavano tutti i giorni in piazza e nelle calle, e lui  immobile ad ascoltare, capire, godere di quel figlio, uno dei prediletti, che tanta notorietà stava dando alla sua città.
Se Venezia è storia, piazza San Marco è la sua storia, quella di tutti noi…….

Fabio Casalini

BIBLIOGRAFIA

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